“SAVOIA BOIA. L’ITALIA UNITA COME NON C’E’ L’HANNO RACCONTATA”

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“SAVOIA BOIA. L’ITALIA UNITA COME NON C’E’ L’HANNO RACCONTATA”

 il titolo (come al solito) chiarissimo ed efficace del nuovo libro di Lorenzo Del Boca.

Di Fiore Marro

Caserta 7 luglio 2018

Da una recensione di Gennaro De Crescenzo:  Dopo il successo di “Maledetti Savoia”, “Indietro Savoia” o “Il sangue dei terroni”, Del Boca torna sui temi relativi alla storia del cosiddetto “risorgimento”. E lo fa a modo suo: in maniera diretta, senza compromessi e senza retorica perché (come scrive Pino Aprile nella prefazione) “gli uomini non sono perfetti e la storia è un posto pieno di porcherie e di uomini imperfetti, idealisti, delinquenti, opportunisti, eroi e ladri”. Ed è così che Del Boca “ci aiuta a essere italiani adulti e consapevoli” visto che oltre 150 anni di storie a prevalenza retorico – risorgimentalista non sono serviti (com’è evidente se diamo un occhio in giro da Trapani a Trento) a creare italiani “adulti e consapevoli”. E’ proprio questa, forse, la sfida di scrittori come Del Boca e dei cosiddetti “revisionisti”, una sfida che non vuole “spaccare l’Italia” (l’accusa più frequente) ma al contrario unirla magari nella verità, nella reciproca conoscenza, nel reciproco rispetto, magari in un nuovo patto tra “terroni” e “padani” onesti (Del Boca è piemontese ed è stato tra i primi a raccontare la verità storica più e meglio di tanti scrittori meridionali). Qualcuno, del resto,  può negare che l’Italia tutta sia  “un Paese infelice, incompiuto, viziato da mali endemici quali la corruzione e il familismo, con una classe politica imbelle e un’elite economico-finanziaria di affaristi senza scrupoli”? Ecco, allora, le storie di “politici corrotti, ufficiali mestatori, traffichini di regime, burocrati inefficienti e magistrati faziosi, molti dei quali celebrati come Padri della Patria”.

Chi si avvicina con la curiosità del giornalista e le capacità dello scrittore a certe storie non può non sentirsi “indignato, scosso e offeso” e non può non rendersi conto del fatto “che le bugie di allora diventarono scienza nei nostri libri” o del fatto che i libri della storia “ufficiale” sono infarciti di “untuose e reciproche citazioni” con dei colossali, pigri e colpevoli “copiaeincolla” (oggi, grazie ai pc, ancora più facili da realizzare). Non può non raccontare la verità sulla vita (anche privata) di Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II, su quella fortezza-lager di Fenestrelle che ospitò migliaia di soldati meridionali ma non era un albergo a cinque stelle, sui miti inventati di re e regine “generosi, liberi e liberali” e su quelli altrettanto inventati di re “negazioni di Dio” passando, in un piccolo viaggio dalle origini della dinastia sabauda all’unificazione e alle sue conseguenze, per le condanne a morte eseguite dai “Savoia -boia” ma stranamente dimenticate, per le vere ragioni della guerra di Crimea e per le testimonianze di agenti segreti sabaudi come Curletti, per quei “combattimenti tra le lenzuola” (spesso più importanti di quelli in campo aperto e con i fucili), per “gli ultimi giorni dei Borbone” e le falsità di Gladstone, per quel “lavoro sporco” affidato a quel “babbeo” di Garibaldi (definizione non di Del Boca ma di un osservatore straniero), per i soldi inglesi e per i picciotti (i veri protagonisti delle vittoriose spedizioni “da Quarto a Marsala”), per Bronte e per i misteriosi affondamenti delle navi con i “conti del risorgimento”, per “l’orgoglio e la dignità” di Francesco II di Borbone e Maria Sofia a Gaeta, per le vergogne dei massacri dei cosiddetti “briganti” e per gli scandali della Banca Romana. Insomma: “un bagaglio di storture destinato a influenzare la storia italiana per molto tempo, fino ad oggi” (è la felice sintesi conclusiva del libro).

Un libro da leggere, allora, con un’avvertenza: si tratta di un libro che si legge, come capita sempre con i libri di Del Boca, con leggerezza e con piacere grazie alla consueta dose di ironia e di fonti inoppugnabili. Per raccontare la storia non è necessario scrivere libri pesanti e illeggibili, i due aggettivi che spesso ci tornano in mente leggendo i libri degli storici “ufficiali”, gli stessi che attaccano e attaccheranno anche “Savoia boia”. Inutilmente …

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