LA STORIA HA CONSEGNATO L’IMMAGINE DI RE MANFREDI DI SVEVIA LEGATA ALLA CITTò CHE PORTA IL SUO NOME

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LA STORIA HA CONSEGNATO L’IMMAGINE DI RE MANFREDI DI SVEVIA LEGATA ALLA CITTÀ CHE PORTA IL SUO NOME

Quel feeling tra Napoli e Manfredonia

MANFREDONIA 20 MAG 2018

Tra i numerosi eventi che ebbero a sfondo il porto, quello del giugno 1797 allorquando sbarcò a Manfredonia l’arciduchessa Maria Clementina per sposare Francesco Gennaro figlio di Ferdinando IV di Borbone

La storia ha consegnato l’immagine di re Manfredi di Svevia legata alla città che porta il suo nome e che egli ne avviò la costruzione nel segno di Siponto ormai abbandonata. Una nuova città che proseguisse la gloriosa vicenda della romana Siponto ma che costituisse altresì uno dei tre poli, assieme a Palermo e Napoli, del regno delle due Sicilie. Un progetto, come noto, rimasto irrealizzato per la prematura morte in battaglia di Manfredi ma che stabilì uno stretto rapporto con Napoli ove nel frattempo venne trasferita da Palermo la capitale del regno meridionale. Una vicinanza che ha avuto nel porto il catalizzatore naturale.

Una pagina di storia dai risvolti edificanti, poco conosciuta, rievocata nel corso di un meeting organizzato dal Circolo Unione animata dal ricercatore di storia Pasquale Ognissanti, dall’architetto Franco Sammarco che ha evidenziato le numerose analogie che accomunano il castello di Manfredonia con quello di Napoli, e dal pregevole concerto di musiche napoletane eseguito dal trio Mario Salvatore, Viviano Malgeri e Peppino de Salvia. Pio Longo, Presidente del Circolo verso una città, un popolo, una cultura cui Manfredonia A? profondamente legata.

Carlo I D’Angiò, il vincitore di Manfredi ha evidenziato Ognissanti ed i suoi successori ebbero subito chiara la valenza della posizione strategica del porto sipontino per la espansione territoriale verso i Balcani, tessendo, nel contempo, intensi rapporti mercantili con la Dalmazia, l’Albania, l’Istria, le isole dell’Egeo. L’apice di queste movimentazioni si è registrato nel periodo della dominazione aragonese tant’è che il porto di Manfredonia venne annoverato tra i più importanti della Puglia.

Traffici di merci ma anche di passeggeri. Con i rapporti mercantili si svilupparono anche i rapporti umani, facendo divenire il porto di Manfredonia il porto aureo di Napoli per l’imbarco e lo sbarco da e per l’altra sponda adriatica, di principi e principesse, di notabili, di vescovi e di ambasciatori. Il sacco dei Turchi del 1620 causò la forte decadenza della città e del porto che tuttavia, rileva lo storico, mantenne i rapporti con il porto napoletano tanto che a Manfredonia si stabilì un console per tutelare gli interessi del viceregno.

Tra i numerosi eventi che ebbero a sfondo il porto, quello del giugno 1797 allorquando sbarcò a Manfredonia l’arciduchessa Maria Clementina per sposare Francesco Gennaro figlio di Ferdinando IV di Borbone, per l’occasione Giovanni Paisiello compose l’opera lirica Daunia felix ambientata a Siponto. A dimostrazione dell’intensità dei rapporti tra i due porti, prima ancora del tronco ferroviario Napoli-Portici, fu progettato un raccordo ferroviario Napoli-Manfredonia che non trovò seguito per la dimostrata distrazione? dei nostri amministratori comunali.

Michele Apollonio

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