Cambia la toponomastica a Rometta, in Sicilia, quando l’identità comincia a fare breccia seriamente

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Cambia la toponomastica a Rometta, in Sicilia, quando l’identità comincia a fare breccia seriamente

Di Fiore Marro

Caserta 13 agosto 2018

Il 21 giugno scorso, il sindaco di Rometta (ME), Avv. Nicola Merlino , ha autorizzato il cambio della denominazione, della via Bixio, in Via Vittime dell’ eccidio di Bronte.

La decisione, viene presa dopo la delibera della Giunta Comunale del 3 agosto 2017. Un altro tassello importante raggiunto, nella nuova scia della riscoperta identitaria, che sta coinvolgendo un poco tutte le amministrazioni comunale del sud italico già Regno delle Due Sicilie; decisione che si aggiunge alle numerose “battaglie” che si scorgono un poco su tutti i fronti, come un fiume carsico. Continua a leggere

I Dazi di Trump e quelli di Francesco di Borbone

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I Dazi di Trump e quelli di Francesco di Borbone

Di Fiore Marro

Caserta 2 agosto 2018

ArcelorMittal il gigante dell’acciaio ha chiuso la prima parte dell’anno con un risultato netto positivo di 1,9 miliardi, in crescita del 56% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Numeri che sono la conseguenza delle barriere tariffarie imposte dagli Usa e in particolare i dazi su alluminio e acciaio, che hanno limitato le importazioni dalla Cina, e di cui la società ha beneficiato positivamente in uno dei suoi mercati principali, cioè gli Stati Uniti.

Malgrado le proteste in nome del libero scambio, in anni recenti pure l’Unione Europea ha imposto vari dazi sui prodotti cinesi in acciaio, favorendo una ripresa di questo settore industriale dopo gli anni più bui seguiti alla crisi del 2008. Continua a leggere

Gramsci, ultimo paladino a combattere contro una storia scritta dai vincitori

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Gramsci,  ultimo paladino a combattere contro una storia scritta dai vincitori

Di Fiore Marro

Caserta 31 luglio 2018

“Lo Stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d’infamare col marchio di briganti.” Articolo  “Il lanzo ubriaco” di Antonio Gramsci , dal giornale ’Avanti! del Mercoledì  18 Febbraio 1920 – Edizione Piemontese . Continua a leggere

Freedom for Two Sicilies – Freedom for Two Sicilies Lettera aperta ai Compatrioti d’oltreoceano

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Freedom for Two Sicilies

Lettera aperta ai Compatrioti d’oltreoceano

Di Fiore Marro

Caserta 28 luglio 2018

Ho sempre ritenuto che la svolta per la libertà for Two Sicilies sarebbe potuta  arrivare dai nostri Compatrioti d’oltreoceano.

L’idea mi balenò dopo avere letto il diario di “la storia segreta dell’IRA”, in cui si racconta di quando Clinton  invitò Gerry Adams, presidente del Sinn Féin, braccio politico dell’IRA , negli States.

Quando Clinton lo chiamò in America per incontrare le comunità irlandesi degli USA per spiegare le loro ragioni, Adams era contemporaneamente, addirittura in contatto con Gheddafi,  per commettere azioni di guerriglia, grazie alle armi fornite alla sua organizzazione  dalla Libia, tuttavia decise di accettare la  proposta del presidente. Continua a leggere

Fuga dal sud, prima erano le “braccia” oggi i “cervelli”

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Fuga dal sud, prima erano le “braccia” oggi i “cervelli”

Di Fiore Marro

Caserta  27 luglio 2018

Sempre più duosiciliani fuggono all’estero, solo negli ultimi 10 anni sono andati via dal sud italiano, quasi quanti lasciarono il nostro territorio subito dopo la II guerra mondiale, un fenomeno biblico terribilmente in aumento. Continua a leggere

Sembrano cose vecchie? Stiamo parlando ancora di fascismo e comunismo?

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Sembrano cose vecchie? Stiamo parlando ancora di fascismo e comunismo?

Di Fiore Marro

Caserta 26 giugno 2018

Si Continua a leggere post di identitari, che espongono la bandiera delle Due Sicilie, che appoggiano Salvini. Qualcuno scrive “comunisti di merda”, altri da Napoli rispondono “Se sei fascista, devi penzolare” .

Eppure, dopo che la ferocia dei Savoia si era dispiegata verso i popoli del Sud, la Questione meridionale e’ stata denunciata  da menti illuminate come Gramsci e come Zitara e da illustri storici come Silvio Vitale e da immensi, inimitabili Mostri Istrionici come Angelo Manna .

L’analisi di Nicola Zitara é stata tutta interna alla critica marxista, la definizione di Sud come colonia interna é una critica al colonialismo e al liberismo che nasce dai Savoia e prosegue ancora. Le illustrazioni di Silvio Vitale, toccano corde diverse, etiche, cavalleresche, il ricordo di un regno fiero, caduto manu militare e con tradimenti e inganni che a distanza di 157 anni urlano ancora rivalsa.

Tutta la storia dell’invasione delle Due Sicilie e’ quindi la storia del dominio di un potere militarista, razzista, xenofobo, tradimenti, spergiuri, inganni,  che ha invaso un area non sua per risolvere i suoi gravi problemi economici e le contraddizioni interne che lo stavano portando al collasso sociale: i Savoia invasero le Due Sicilie non solo per depredarne le ricchezze ma anche per fornire alle popolazioni del Nord un capro espiatorio da indicare per distrarli dal malgoverno della casata.

Esattamente quanto ha fatto il fascismo che ha sostenuto i capitalisti del nord e i grandi proprietari terrieri del sud distraendo un popolo affamato tramite l’invasione del nord Africa. Esattamente come hanno fatto gli Usa e i politici italiani, loro manutengoli , che hanno governato finora, fino agli ultimi, inqualificabili servi dell’Europa delle banche .

Sembrano cose vecchie? Stiamo parlando ancora di fascismo e comunismo?

Dobbiamo farlo invece, perché senza una profonda analisi del momento, non si riparte.

Perché se tanti duosiciliani appoggiano la politica di Salvini non vedendo in chiave moderna ciò che é già accaduto, nessuna lotta per il riscatto del Meridione avrà solide basi di giustizia sociale e di collaborazione con tutti i Sud del Mondo, uguale e reversibile vista con gli occhi sponsorizzati dei duosiciliani filo pidioti.

I proclami razziali non ci appartengono, non possono far parte della nostra eredità genetica, ma neanche la corsa al chi vince il premio del peggiore, di oramai riconosciuta renziana memoria.

 

Quello che serve sono le idee.

Esistono nel nostro territorio degli esempi istituzionali che con coraggio operano in zone corrotte e insalubri, applicando dove possono, condanne penali ma anche sanzioni civili, occorre però operare a più ampio raggio. I meridionali perbene e ve ne sono una nutrita percentuale, vogliono un Sud di imprese vincenti, di sane realtà civiche, di progresso, imprescindibile da un sistema civile, politico e culturale di alto livello, compagnia necessaria per alimentare le straordinarie potenzialità che il territorio possiede , intensificando il progetto di colmare quel dannoso “buco nero” alimentato da un anacronistico sudditismo lagnoso, che allontana l’idea stessa di impresa, l’idea di “noi” che ha contraddistinto la nostra gente per secoli, uscire definitivamente da quell’autocommiserazione non più comprensibile né tollerabile. Incombe forte il riproporre idee d’impatto per un Nuovo Sud, partendo dalle sue fondamenta e attivando un processo di profonda trasformazione, di rivoluzione culturale, di risveglio di quelle oramai insopportabili coscienze accomodanti, ma che comunque non prescinda da una giusta dose di autocritica, per questo incalza la necessità che ci si ispiri a quel borbonismo, tanto oltraggiato dagli scrittori salariati dal potere che si manifestò  violento e manu militare,  dunque è d’obbligo ridestare la ripresa anche attraverso la nostra luminosa storia allo scopo di ritrovare nei labirinti appannati delle singole coscienze, quella forza importante per ravvivare un mondo migliore, se è vero come è vero che nel cuore delle Due Sicilie c’è quella “chiave di volta” necessaria per il cambiamento e la salvezza di tutti.

Non può finire un’idea.

Proposte per una Italia migliore, Io? Io spero che me la cavo…

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Proposte per una Italia migliore, Io? Io spero che me la cavo…

Di Fiore Marro

Caserta 21 giugno 2018.

Quello che urge in questo momento, in questo Paese, è il lavoro, perché solo attraverso il lavoro si può programmare il futuro di una famiglia, ambire a migliorare sotto ogni aspetto, anche quello morale, sociale, che spinge le persone a progredire e non certo come adesso che proprio per mancanza di lavoro sta spingendo l’uomo a combattere l’altro uomo, quello diverso e non solo diverso per il colore della pelle. Continua a leggere

Al di là del proprio ego, la nostra voce deve essere il diritto di parola contraria, il dovere di raccontare e resistere.

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Al di là del proprio ego, la nostra voce deve essere il diritto di parola contraria, il dovere di raccontare e resistere.

Di Fiore Marro

Caserta  15 giugno 2018

Oggi le nostre parole intralciano il malaffare di questa storia matrigna, domani potranno fare di più, essere la risposta a chi ha voluto sabotare la conoscenza, il rifugio dell’anima identitaria di un intero popolo, la bandiera alle domande che un intero cosmo si pone.

L a nostra voce deve essere il diritto di parola contraria, il dovere di raccontare e resistere.

Se non lo facciamo, se per opportunità tacessimo, pensando solo ai fatti propri, si danneggerebbero le parole in bocca, si ammalerebbero di orticaria i pensieri, vincerebbe la reticenza, la censura. Continua a leggere

Intervista per il Roma a Francesco Vaccaro e la sua Stella di Scampia.

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Intervista per il Roma a Francesco Vaccaro e la sua Stella di Scampia.

Di Fiore Marro

Caserta 14 giugno 2018

Ho avuto modo, durante un corso di lingua napoletana (una bellissima intuizione di Davide Brandi), di fare la conoscenza del professore Francesco Vaccaro, cultore della lingua napoletana e di tutto ciò che riguarda la storia del sud italico. Il libro di cui tratta la mia intervista è “La Stella di Scampia” edito nel 2012, una risposta alla negatività di Gomorra . Nato a Napoli nel 1941, dove ha conseguito la Laurea in Economia e Commercio presso l’Università di Napoli, iscritto all’albo dei Dottori Commercialisti di Napoli, del quale tuttora fa parte come Consigliere del Senato, dal 1997 fa funzione di Giudice, Continua a leggere

I Catalani sono i ricchi di Spagna, altro che Due Sicilie. Per loro è solo una questione di soldi, null’altro.

I Catalani sono i ricchi di Spagna, altro che Due Sicilie. Per loro è solo una questione di soldi, null’altro.

Di Fiore Marro

Caserta 24 settembre 2017

Confesso di essere un pizzico invidioso, dei catalani, per quel che stanno vivendo in questi giorni, ma mai e poi mai però la mia visione del momento mi ha spinto a paragonarmi a loro; niente contro quelli che vogliono autodeterminarsi in casa loro, però nessun paragone, per carità.

Tra l’altro ho sempre sostenuto che la Catalunya in Spagna è come la Padania in Italia, stesse idee, stesso modus operandi, stessa idea , quella che vede i ricchi ribellarsi ai poveri, una sorta di Robin Hood al contrario.

Mi è capitato, tra l’altro,di leggere in giro di meridionalisti ( che brutta parola sich!) che si raffrontano nella questione iberica, paragonandosi appunto con i catalani, per la verità costoro a me ricordano più i Camiciotti Siciliani, che nel corso della ribellione siciliana del 1848, tentarono di scacciare il Borbone, ci misero tanto impegno che alla fine  donarono il regno mani e piedi ai piemontesi. I catalani  stanno facendo di tutto per liberarsi da un Borbone pure loro, per poi prostrarsi alla Merkel, con l’appoggio di un altro purosangue amante del Caos Mondiale, quel George Soros che, al solo pensiero di quel che rappresenta, sparisce in me quella mia punta di invidia per la Generalitat .

Sulla rete, oramai fonte inesauribile di notizie, si riscontra l’apoteosi meridiana, tra grida di Giubilo ed esaltazioni collettive sembrano ritornati i liberali a Napoli, insomma qui è tornata  gente che di certo all’epoca delle Due Sicilie fecero entrare i francesi a scapito del Reame, allora come oggi  sempre le stesse facce, sempre la stessa gente, sempre gli stessi confusionari, sembra sia ritornato l’esercito del Facite Ammuina; sono sicuro che quelli che protestano contro i Borbone in Spagna adesso, avrebbero fatto la stessa nelle Due Sicilie nell’800. Tra l’altro vista la rassomiglianza tra catalani e padani, mi piacerebbe capire perché ai primi dobbiamo dare credito e agli altri no.

Come duosiciliano ribadisco che questa non è la mia lotta, e sinceramente non ho simpatia della Catalogna, come non ne ho della Padania, visto che tutto quel che si sta muovendo  è finalizzato solo attorno al dio danaro, altro che identità. Tra l’altro voglio rammentare il referendum scozzese, di qualche mese addietro che tanto aveva infervorato il mondo indipendentista , finito con un piatto di Haggis…

I Catalani sono i ricchi di Spagna, altro che Due Sicilie. Per loro è solo una questione di soldi, null’altro.

Pensiamo a noi, che per raggiungere 10.000 firme virtuali, una miseria, paragonata alle tante chiacchiere telematiche di eroi da tastiera meridionalisti,  che per ribadire e supportare la mozione dei 5 stelle, presso la Regione Puglia, per quel che riguarda la giornata della memoria dei martiri del Sud,  c’avimma mise nu mese.

Paragonare le nostre spettanze con quelle catalane rimane a mio sommesso avviso un paragone assurdo. Cari amici documentatevi sulle balle che raccontano i catalani. I catalani sono come certi nordisti nostrani che vogliono staccare dallo stato centrale perché sono ricchi.

Nuje simme seri, almeno spero.