EPICO VIAGGIO GASTRONOMICO TRA LE PROVINCE DEL MERIDIONE D’ITALIA

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EPICO VIAGGIO GASTRONOMICO TRA LE PROVINCE DEL MERIDIONE D’ITALIA

di Gennaro Avano

Fermo 26 giugno 2018

Premessa. 83 anni dopo “Il ghiottone errante” di Paolo Monelli, abbiamo constatato l’assenza di una narrazione che raccontasse, gastronomicamente parlando, gli auspicati sviluppi di quei territori visitati nei primi decenni del secolo scorso. Se poi a questa constatazione aggiungiamo pure la ricerca vana di una narrazione legata a un tour specificamente meridionale, nostro oggetto di interesse, finiamo addirittura a 250 anni fa.

Proprio questa rilevazione ha probabilmente ispirato il nostro editore-mecenate, il quale da mesi mi spiega la genesi del suo progetto circa l’esplorazione dello stato gastronomico attuale nel nostro Sud. Quella che ci accingiamo a compiere. Continua a leggere

Cava de’ Tirreni, le Aziende Storiche: Manifatture Tessili Siani

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Manifatture Tessili Siani visione dall’altro.

Cava de’ Tirreni, le Aziende Storiche: Manifatture Tessili Siani

Amalfi Notizie

Redazione Salerno

20 Mag 2018

Una delle industrie o meglio l’arte che ha contribuito a far conoscere Cava de’ Tirreni nel vecchio continente è stata quella della tessitura della tela e della seta.

Nella città di Cava de’ Tirreni infatti si sviluppo già in epoca borbonica una spiccata abilità nel tessere la tela tanto che le industrie de la Cava erano conosciute in tutto il Regno delle due Sicilie; vi erano già nel 500′ oltre 20 “opifici” che avevano la loro sede nella stessa abitazione delle famiglie che li gestivano. Continua a leggere

Lecce e la Puglia, per Forbes tra i 7 luoghi favolosi e convenienti in Italia

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Santa Maria di Leuca ( Le)

Lecce e la Puglia, per Forbes tra i 7 luoghi favolosi e convenienti in Italia

Di Fiore Marro

Caserta  11 maggio 2018

Forbes incorona la Puglia, Lecce con Otranto e Santa Maria Di Leuca tra i migliori posti e convenienti in Italia.

Lecce e la Puglia, per Forbes tra i 7 luoghi favolosi e convenienti in Italia Di Fiore Marro Caserta Forbes incorona la Puglia, Lecce con Otranto e Santa Maria Di Leuca tra i posti migliori e più convenienti in Italia. Continua a leggere

Quarta puntata del Grand Tour: il rilancio del museo di Capodimonte

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Benvenuti al Sud

di Vitaliano D’Angerio

Quarta puntata del Grand Tour: il rilancio del museo di Capodimonte

Napoli 9 marzo 2018

La quarta puntata del Grand Tour nel Sud Italia punta su Napoli e in particolare su Capodimonte dove c’è un direttore francese, Sylvain Bellenger, che ha valorizzato uno dei più importanti musei del Mezzogiorno. Qui il mio post con alcune dichiarazioni di Bellenger e cosa è stato fatto per rilanciare Capodimonte.

Può l’istituzione di un servizio navetta aumentare i visitatori di un museo? Si può. È accaduto al museo di Capodimonte di Napoli dove nel 2017 sono arrivati 16.822 visitatori grazie al servizio navetta dell’arte City Sightseeing. Un servizio che ha contribuito a far entrare Capodimonte nella top30 con 262.540 visitatori e un incremento del 45,3% rispetto all’anno precedente (180.705 visitatori) e del 81,1% rispetto al 2015 (144.927 visitatori).

A volere la navetta è stato il direttore francese di Capodimonte, Sylvain Bellenger, visto che il museo è fuori zona rispetto alle fermate della metropolitana e i bus pubblici sono spesso in sofferenza.Napoli e l’ex Regno delle due Sicilie sono una terra e una storia poco conosciute. Una terra dove si capisce ancora oggi un’Italia ormai scomparsa al Nord. Napoli la vera Italia, Napoli l’ultima città in Italia che conserva nel suo Dna una resistenza alla banale gentrification, spiega Bellenger.

Il direttore di Capodimonte ha fatto molto altro per valorizzare il museo. Ha puntato anche sul bosco (in cui è inserita la struttura), il più grande parco urbano della città, rendendolo pulito e più sicuro con una società di vigilanza privata e lanciando una serie di iniziative volte ad avvicinare il pubblico e a responsabilizzarlo come Adotta una panchina nel Bosco di Capodimonte (http://www.museocapodimonte.beniculturali.it/adotta-una-panchina-un-albero-una-fontanella/). Un’iniziativa quest’ultima che ha portato a Capodimonte più di 82 panchine e 18 alberi donati (4 secolari adottati e 14 di nuova piantumazione)

A Bellenger abbiamo chiesto nel nostro Grand Tour dei Beni culturali del Sud, cosa bisogna fare per valorizzare questi giacimenti: Cosa manca per la valorizzazione turistica del territorio? Niente. Ciò che manca a Napoli e al Mezzogiorno è ciò che manca ai napoletani: servizi pubblici normali, trasporti, pulizia, illuminazione, infrastrutture sportive, cinema, biblioteche, ospedali, scuole. La città compensa tutto con la sua energia, la sua ironia, la sua creatività, la sua joie de vivre. La città di Napoli e la gente del Mezzogiorno sono la più grande ricchezza e la più grande forza turistica.

E ha aggiunto: Non è necessario chiedere ai nostri politici di essere più visionari, più dedicati: le vere forze del Sud esistono da millenni, sono le associazioni, le piccole imprese, le iniziative private, la creatività individuale dei cittadini abituati ad inventare il proprio mondo, credendo più nella forza dei propri miti, della propria umanità, cattiva e generosa, larga e minuscola, disperata e gioiosa, splendida e miserabile. A Napoli si respira un’aria di libertà come in tutto il Sud fino alla fine del tacco della penisola, un’aria di storia, un’aria selvaggia che era tipica della vecchia Europa, un mondo abituato da sempre a vivere e a resistere alla globalizzazione, ai pericoli della terra e del mare. Niente manca al Mezzogiorno, ma quando sarà nota la notizia potrebbe essere devastante, allora una vigilanza particolare dovrà proteggere i tesori che la storia ha lasciato, spesso umiliati, rovinati, ignorati, rendendo più commovente la loro bellezza ferita.

Sito di riferimento :http://vitalianodangerio.blog.ilsole24ore.com/2018/03/09/quarta-puntata-del-grand-tour-il-rilancio-del-museo-di-capodimonte/

La Russia a Napoli è più vicina di quanto si pensi

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La Russia a Napoli è più vicina di quanto si pensi

di Anna Tumanova – 27 febbraio 2018

Passeggiare per Napoli come un turista appena giunto è ben diverso dal correre per le sue strade presi dalle innumerevoli faccende quotidiane. Si può ammirare all’infinito piazza del Plebiscito o la Galleria Umberto, ma se il passarvi davanti non diventa più una novità, succede che ci si cominci ad abituare alla loro bellezza. I turisti hanno più tempo, scoprire i dettagli e le particolarità del luogo è il loro scopo primario, ma vi consiglio di provare, almeno una volta, ad osservare la vostra città attraverso gli occhi di un forestiero o di leggere una guida turistica.

A Napoli vi sono cose incredibili. Avete mai visto le statue equestri di bronzo che coronano il portale d’accesso ai giardini del Palazzo Reale? Esse sono una delle prove tangibili delle relazioni di amicizia diplomatica e cooperazione che il Regno di Napoli ha intessuto nei secoli con la Russia Imperiale, all’indomani del contratto di alleanza sottoscritto da Ferdinando I di Borbone e Caterina II di Russia. Il complesso scultoreo, il quale anticamente, insieme alla sua copia speculare, arricchiva l’elegante architettura del ponte Anichkov di San Pietroburgo prima di essere trasportato a Napoli, è il frutto dell’arte e della maestria di Petr KlodtIl cavallo con il ragazzo e Il ragazzo che prende il cavallo per le briglie, questi sono i nomi degli splendidi oggetti scultorei di bronzo che furono posti al lato ovest del ponte Anichkov nel 1841. Le sculture del lato est erano uguali ai quelli di ovest ma di gesso ad effetto bronzeo.

Una volta realizzate le versioni in vero bronzo, le sculture furono regalate dallo zar Nicola I al re di Prussia Guglielmo IV. In seguito a una seconda riproduzione, le due statue poste al lato est del ponte furono regalate di nuovo ma questa volta al re delle Due Sicilie come riconoscenza dell’ospitalità da questi riservata alla zarina di Russia durante il suo soggiorno a Napoli. Colpito dal meraviglioso regalo, Ferdinando II di Borbone conferì allo scultore Klodt “l’Ordine di Napoli”. Il giorno dopo la deposizione delle statue sul sito prescelto le testate giornalistiche napoletane esordirono con questi titoli: “Napoli ora ha tre meraviglieIl Cristo velatoLa Deposizione del Cristoil quadro di Jusepe de Ribera (detto Spagnoletto) e i cavalli di bronzo di Klodt”. I cosiddetti “cavalli di bronzo” si trovano dunque a Napoli, Berlino e San Pietroburgo, ma senza alcun dubbio, tra i “tedeschi” e quelli “partenopei”, sono quest’ultimi ad essere maggiormente cari al popolo russo, forse perché “hanno vissuto” per due anni sulle rive delle acque pietroburghesi, perché forse ricordano ancora la fredda città di Pietro il Grande.

La prossima volta che pensierosi e frettolosi passerete davanti al San Carlo e ai cancelli dei giardini reali, non badate solo ai venditori ambulanti, alzate la testa e osservate le statue del ponte Anichkov. La Russia e San Pietroburgo sono molto più vicine di quanto pensiate.

Sito di riferimento :https://www.napoligiornalegratuito.it/

Campobasso Due Sicilie -Testimonianze del periodo borbonico in città.

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Campobasso Due Sicilie -Testimonianze del periodo borbonico in città.

Di Fiore Marro

Caserta  3 febbraio 2018

Francesco De Gregori cantava tempo fa : “La storia siamo noi nessuno si senta offeso”, così potremo dire noi delle Due Sicilie, viste le continue scoperte e restauri che sorgono, sempre più sovente, dalle ceneri del nostro glorioso passato.

Restaurata grazie a dei privati cittadini, siamo di fonte all’ennesima e magnifica dimostrazione storica che fu il ciclo che ricorda il del Regno delle Due Sicilie. Una targa apposta sotto i ritrovamenti racconta, ai turisti e ai cittadini, dell’antica unità di misura voluta da re Ferdinando II di Borbone anche a  Campobasso.

Una prova che testimonia la presenza dei Borbone anche in Molise. Un segnale concreto della efficienza borbonica anche in un campo pratico, come quello del peso specifico delle merci.

I  reperimenti storici sono stati recuperati dall’Associazione Centro Storico, in due strade del borgo campobassano.

Sabato  mattina 3 febbraio in Piazza Pepe i componenti della onlus – che ha come finalità la valorizzazione del cuore più antico di Campobasso – hanno presentato i risultati del restauro della cosiddetta Mezza Canna, antica unità di misura per le merci, si tratta di una antica unità di misura in uso dal 1840 al 1861, durante il Regno delle due Sicilie. La Mezza Canna,  che in passato è stata una via commerciale di Campobasso, è lunga 132,27 cm e costituita da cinque palmi, il primo diviso in decimi è centesimi. La targa enuncia: “Con l’articolo 10 del Real decreto del 6 aprile 1840 il re Ferdinando II di Borbone ordinava: Nel regno dei Borbone in ciascun capoluogo di provincia, in un posto garantito da ogni pericolo di alterazione, venga esposto al pubblico il campione della Mezza Canna o del Quintuplo Palmo, base dell’intero sistema, in metallo rosso incastrato nel marmo, ed infisso in un solido muro, con le sue divisioni e suddivisioni decimali, perché possa ognuno con comodità è a piacimento misurare la lunghezza di tutto, o parte di esso, secondo il bisogno”.

Poco distante, su una palazzina di via Ferrari  c’è anche una iscrizione : Scarth Street, rinominata così dai canadesi durante il periodo di occupazione delle truppe alleate nel capoluogo molisano. Infatti in via Ferrari si trova la via ribattezzata dai canadesi che “il 14 ottobre 1943 giunsero nell’abitato di Campobasso per liberarla dall’occupazione tedesca.

La città venne trasformata in un centro amministrativo di smistamento di cura e di ricreazione di primaria importanza, tant’è che gli stessi canadesi la rinominarono Canada Town o Maple Leaf City, tanto per far capire agli indigeni, fin dove si può spingere un “Salvatore”, un poco come è capitato di fare a tutti quelli che sono “venuti a liberare” le nostre contrade, come recita Mimmo Cavallo – So fratelli a noi, ci vengono a liberà …. – Le truppe alleate rinominarono i principali luoghi campobassani con i nomi di famose strade e piazze inglesi marcandoli sui muri degli edifici. Scarth Street è l’unica rimasta ancora leggibile, per ironia della sorte si trova di fronte al Teatro Savoia, tanto per non farci mancare nulla, in fatto di “liberatori”.

Salvate dall’Associazione Centro storico che sabato 3 febbraio ha illustrato i risultati del restauro della “Mezza  Canna’ e di “Scarth Street” rispettivamente in via Cannavina e via Ferrari ricordando così due epoche diverse, due momenti storici territoriali, una prettamente autoctono e identitario, che sottoscrive l’emancipazione di una casata ( quella dei Borbone) che la storiografia di regime, ha condannato come retrograda e oscurantista, l’altra, dell’epoca in cui Campobasso fu occupata dai canadesi: le truppe alleate ribattezzarono con nomi inglesi le strade della città, come di solito capita quando si occupa manu militare un altro Stato.

 

 

 

 

 

 

Storia di Napoli: Museo dellai??i??Intarsio

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Storia di Napoli: Museo dellai??i??Intarsio

Di Stefania Orlando

Napoli 28 agosto 2017

La produzione artigianale napoletana vanta di prestigiosi complementi dai??i??arredo che per secoli arricchirono le dimore dei re e dellai??i??aristocrazia del Regno delle Due Sicilie. Nei secoli a venire si diffuse poi lai??i??arte del traforo in legno, il cui sviluppo si verificA? grazie al flusso di viaggiatori stranieri Continua a leggere

Le avanguardie dei Borbone sulle normative sismiche

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Le avanguardie dei Borbone sulle normative sismiche

di Chiara Foti

Terra di lavoro 27 agosto 2016

L’esperimento condotto dall’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree del Consiglio Nazionale delle Ricerche ( Cnr-Ivalsa) di San Michele all’Adige ( Trento) in collaborazione con l’UniversitAi?? della Calabria, ha dimostrato che gli edifici antisismici costruiti dai Borbone hanno una straordinaria capacitAi?? di resistenza ai terremoti. Continua a leggere

Ritrova il ponte delle Due Sicilie abbandonato da 250 anni

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Vergogna tutta italiana.

 

Ritrova il ponte delle Due Sicilie abbandonato da 250 anni

Patrimonio UNESCO abbandonato al degrado e alla dimenticanza collettiva …

di Andrea Fantucchio

Benevento 17 novembre 2015

ritrova il ponte delle due sicilie abbandonato da 250 anni

Un ponte senza targa oggi sommerso dai rifiuti, dalle erbe selvatiche e da fichi nemmeno buoni da mangiare. Continua a leggere

Officine Meccaniche Calabresi

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Officine Meccaniche Calabresi

La OMC, sigla di Officine Meccaniche Calabresi, A? stata una casa motociclistica italiana, attiva a Gerace Marina dal 1924 al 1934.

Officine Meccaniche Calabresi. Fondazione: 1924 a Gerace Marina, oggi Locri . Fondata Ai??da Vincenzo Bruzzese. Ai??Chiusura 1934 .Settore :Casa motociclistica. Prodotti – Motociclette Continua a leggere