REDDITO DI CITTADINANZA: ALCUNE CONSIDERAZIONI.

di Gennaro Zona

Milano, 18 novembre 2018

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Da quando il Movimento 5 stelle lo ha presentato come programma per le elezioni, successivamente vinte soprattutto con il voto del Sud, al Nord tutti o quasi, si sono applicati alla denigrazione del Sud; tanto per non perdere l’abitudine. Lo spunto per questa disamina me lo ha dato il settentrionale Briatore; cito testualmente le sue parole : “Al Sud la gente non ha voglia di lavorare. Se adesso danno pure il reddito di cittadinanza, questa sembra una follia vera. Per me è una follia perché paghi la gente che sta sul divano; sul divano ci sono già gratis. Poi addirittura li paghi. Prenderanno il divano a due piazze. Investimenti in Meridione ? Ci sono difficoltà enormi e la gente non ha voglia”. Continua a leggere

Gennaro De Crescenzo protesta e scrive al giornale Grazia

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Gennaro De Crescenzo protesta e scrive al giornale Grazia

Di Fiore Marro

Caserta 24 settembre 2018

L’isola dell’ingiustizia – Alcatraz è un film del 1995 diretto da Marc Rocco, con Christian Slater e Kevin Bacon, quest’ultimo nel ruolo di un detenuto del famoso e terribile carcere americano; proprio per bocca del protagonista interpretato da Kevin Bacon, Continua a leggere

San Giorgio a Cremano, scaccia i Savoia: la piazza del Municipio ritorna borbonica passa a Carlo di Borbone

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San Giorgio a Cremano, scaccia i Savoia: la piazza del Municipio ritorna borbonica passa a Carlo di Borbone

Cambio di denominazione, riconoscimento  a Carlo di Borbone, il sovrano che si definì napolitano

Di Fiore Marro

Caserta 13 settembre 2018

Capitò nel 2013 che a Castel San Giorgio in provincia di Salerno, la allora sezione CDS richiese e ottenne l’intitolazione di una piazza al più sventurato dei principi borbonici, SAR Francesco II ultimo re delle Due Sicilie, uomo superiore e pio, che pagò con l’esilio la sua nobile cavalleria; poco tempo dopo in provincia di Caserta precisamente nel Comune di Ciorlano, si ripeté il miracolo e anche in quel luogo, fu intitolata una piazza a Francesco II; Continua a leggere

‘0 Trammammuro –Il primo ascensore fu iniziativa napoletana

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‘0 Trammammuro –Il primo ascensore fu iniziativa napoletana

Di Fiore Marro

Caserta 3 settembre 2018

“ ‘O Trammammuro”- ci disse Rafa Benitez, in Tv, quando all’allora allenatore del Napoli calcio fu chiesto quale parola napoletana avesse appreso per prima. Quella parola di sicuro fece sorridere molti conoscenti della lingua di Partenope ma di sicuro a molti suscitò la voglia di capire di cosa si trattasse, visto che non è certo una parola di uso comune, perché termine antico e perlopiù in disuso. Un grande bravo al tecnico iberico per la sua scelta raffinata, cosa non rara per lui, uomo di cultura . Continua a leggere

Cambia la toponomastica a Rometta, in Sicilia, quando l’identità comincia a fare breccia seriamente

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Cambia la toponomastica a Rometta, in Sicilia, quando l’identità comincia a fare breccia seriamente

Di Fiore Marro

Caserta 13 agosto 2018

Il 21 giugno scorso, il sindaco di Rometta (ME), Avv. Nicola Merlino , ha autorizzato il cambio della denominazione, della via Bixio, in Via Vittime dell’ eccidio di Bronte.

La decisione, viene presa dopo la delibera della Giunta Comunale del 3 agosto 2017. Un altro tassello importante raggiunto, nella nuova scia della riscoperta identitaria, che sta coinvolgendo un poco tutte le amministrazioni comunale del sud italico già Regno delle Due Sicilie; decisione che si aggiunge alle numerose “battaglie” che si scorgono un poco su tutti i fronti, come un fiume carsico. Continua a leggere

EPICO VIAGGIO GASTRONOMICO TRA LE PROVINCE DEL MERIDIONE D’ITALIA

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EPICO VIAGGIO GASTRONOMICO TRA LE PROVINCE DEL MERIDIONE D’ITALIA

di Gennaro Avano

Fermo 26 giugno 2018

Premessa. 83 anni dopo “Il ghiottone errante” di Paolo Monelli, abbiamo constatato l’assenza di una narrazione che raccontasse, gastronomicamente parlando, gli auspicati sviluppi di quei territori visitati nei primi decenni del secolo scorso. Se poi a questa constatazione aggiungiamo pure la ricerca vana di una narrazione legata a un tour specificamente meridionale, nostro oggetto di interesse, finiamo addirittura a 250 anni fa.

Proprio questa rilevazione ha probabilmente ispirato il nostro editore-mecenate, il quale da mesi mi spiega la genesi del suo progetto circa l’esplorazione dello stato gastronomico attuale nel nostro Sud. Quella che ci accingiamo a compiere. Continua a leggere

Cava de’ Tirreni, le Aziende Storiche: Manifatture Tessili Siani

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Manifatture Tessili Siani visione dall’altro.

Cava de’ Tirreni, le Aziende Storiche: Manifatture Tessili Siani

Amalfi Notizie

Redazione Salerno

20 Mag 2018

Una delle industrie o meglio l’arte che ha contribuito a far conoscere Cava de’ Tirreni nel vecchio continente è stata quella della tessitura della tela e della seta.

Nella città di Cava de’ Tirreni infatti si sviluppo già in epoca borbonica una spiccata abilità nel tessere la tela tanto che le industrie de la Cava erano conosciute in tutto il Regno delle due Sicilie; vi erano già nel 500′ oltre 20 “opifici” che avevano la loro sede nella stessa abitazione delle famiglie che li gestivano. Continua a leggere

Lecce e la Puglia, per Forbes tra i 7 luoghi favolosi e convenienti in Italia

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Santa Maria di Leuca ( Le)

Lecce e la Puglia, per Forbes tra i 7 luoghi favolosi e convenienti in Italia

Di Fiore Marro

Caserta  11 maggio 2018

Forbes incorona la Puglia, Lecce con Otranto e Santa Maria Di Leuca tra i migliori posti e convenienti in Italia.

Lecce e la Puglia, per Forbes tra i 7 luoghi favolosi e convenienti in Italia Di Fiore Marro Caserta Forbes incorona la Puglia, Lecce con Otranto e Santa Maria Di Leuca tra i posti migliori e più convenienti in Italia. Continua a leggere

Quarta puntata del Grand Tour: il rilancio del museo di Capodimonte

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Benvenuti al Sud

di Vitaliano D’Angerio

Quarta puntata del Grand Tour: il rilancio del museo di Capodimonte

Napoli 9 marzo 2018

La quarta puntata del Grand Tour nel Sud Italia punta su Napoli e in particolare su Capodimonte dove c’è un direttore francese, Sylvain Bellenger, che ha valorizzato uno dei più importanti musei del Mezzogiorno. Qui il mio post con alcune dichiarazioni di Bellenger e cosa è stato fatto per rilanciare Capodimonte.

Può l’istituzione di un servizio navetta aumentare i visitatori di un museo? Si può. È accaduto al museo di Capodimonte di Napoli dove nel 2017 sono arrivati 16.822 visitatori grazie al servizio navetta dell’arte City Sightseeing. Un servizio che ha contribuito a far entrare Capodimonte nella top30 con 262.540 visitatori e un incremento del 45,3% rispetto all’anno precedente (180.705 visitatori) e del 81,1% rispetto al 2015 (144.927 visitatori).

A volere la navetta è stato il direttore francese di Capodimonte, Sylvain Bellenger, visto che il museo è fuori zona rispetto alle fermate della metropolitana e i bus pubblici sono spesso in sofferenza.Napoli e l’ex Regno delle due Sicilie sono una terra e una storia poco conosciute. Una terra dove si capisce ancora oggi un’Italia ormai scomparsa al Nord. Napoli la vera Italia, Napoli l’ultima città in Italia che conserva nel suo Dna una resistenza alla banale gentrification, spiega Bellenger.

Il direttore di Capodimonte ha fatto molto altro per valorizzare il museo. Ha puntato anche sul bosco (in cui è inserita la struttura), il più grande parco urbano della città, rendendolo pulito e più sicuro con una società di vigilanza privata e lanciando una serie di iniziative volte ad avvicinare il pubblico e a responsabilizzarlo come Adotta una panchina nel Bosco di Capodimonte (http://www.museocapodimonte.beniculturali.it/adotta-una-panchina-un-albero-una-fontanella/). Un’iniziativa quest’ultima che ha portato a Capodimonte più di 82 panchine e 18 alberi donati (4 secolari adottati e 14 di nuova piantumazione)

A Bellenger abbiamo chiesto nel nostro Grand Tour dei Beni culturali del Sud, cosa bisogna fare per valorizzare questi giacimenti: Cosa manca per la valorizzazione turistica del territorio? Niente. Ciò che manca a Napoli e al Mezzogiorno è ciò che manca ai napoletani: servizi pubblici normali, trasporti, pulizia, illuminazione, infrastrutture sportive, cinema, biblioteche, ospedali, scuole. La città compensa tutto con la sua energia, la sua ironia, la sua creatività, la sua joie de vivre. La città di Napoli e la gente del Mezzogiorno sono la più grande ricchezza e la più grande forza turistica.

E ha aggiunto: Non è necessario chiedere ai nostri politici di essere più visionari, più dedicati: le vere forze del Sud esistono da millenni, sono le associazioni, le piccole imprese, le iniziative private, la creatività individuale dei cittadini abituati ad inventare il proprio mondo, credendo più nella forza dei propri miti, della propria umanità, cattiva e generosa, larga e minuscola, disperata e gioiosa, splendida e miserabile. A Napoli si respira un’aria di libertà come in tutto il Sud fino alla fine del tacco della penisola, un’aria di storia, un’aria selvaggia che era tipica della vecchia Europa, un mondo abituato da sempre a vivere e a resistere alla globalizzazione, ai pericoli della terra e del mare. Niente manca al Mezzogiorno, ma quando sarà nota la notizia potrebbe essere devastante, allora una vigilanza particolare dovrà proteggere i tesori che la storia ha lasciato, spesso umiliati, rovinati, ignorati, rendendo più commovente la loro bellezza ferita.

Sito di riferimento :http://vitalianodangerio.blog.ilsole24ore.com/2018/03/09/quarta-puntata-del-grand-tour-il-rilancio-del-museo-di-capodimonte/

La Russia a Napoli è più vicina di quanto si pensi

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La Russia a Napoli è più vicina di quanto si pensi

di Anna Tumanova – 27 febbraio 2018

Passeggiare per Napoli come un turista appena giunto è ben diverso dal correre per le sue strade presi dalle innumerevoli faccende quotidiane. Si può ammirare all’infinito piazza del Plebiscito o la Galleria Umberto, ma se il passarvi davanti non diventa più una novità, succede che ci si cominci ad abituare alla loro bellezza. I turisti hanno più tempo, scoprire i dettagli e le particolarità del luogo è il loro scopo primario, ma vi consiglio di provare, almeno una volta, ad osservare la vostra città attraverso gli occhi di un forestiero o di leggere una guida turistica.

A Napoli vi sono cose incredibili. Avete mai visto le statue equestri di bronzo che coronano il portale d’accesso ai giardini del Palazzo Reale? Esse sono una delle prove tangibili delle relazioni di amicizia diplomatica e cooperazione che il Regno di Napoli ha intessuto nei secoli con la Russia Imperiale, all’indomani del contratto di alleanza sottoscritto da Ferdinando I di Borbone e Caterina II di Russia. Il complesso scultoreo, il quale anticamente, insieme alla sua copia speculare, arricchiva l’elegante architettura del ponte Anichkov di San Pietroburgo prima di essere trasportato a Napoli, è il frutto dell’arte e della maestria di Petr KlodtIl cavallo con il ragazzo e Il ragazzo che prende il cavallo per le briglie, questi sono i nomi degli splendidi oggetti scultorei di bronzo che furono posti al lato ovest del ponte Anichkov nel 1841. Le sculture del lato est erano uguali ai quelli di ovest ma di gesso ad effetto bronzeo.

Una volta realizzate le versioni in vero bronzo, le sculture furono regalate dallo zar Nicola I al re di Prussia Guglielmo IV. In seguito a una seconda riproduzione, le due statue poste al lato est del ponte furono regalate di nuovo ma questa volta al re delle Due Sicilie come riconoscenza dell’ospitalità da questi riservata alla zarina di Russia durante il suo soggiorno a Napoli. Colpito dal meraviglioso regalo, Ferdinando II di Borbone conferì allo scultore Klodt “l’Ordine di Napoli”. Il giorno dopo la deposizione delle statue sul sito prescelto le testate giornalistiche napoletane esordirono con questi titoli: “Napoli ora ha tre meraviglieIl Cristo velatoLa Deposizione del Cristoil quadro di Jusepe de Ribera (detto Spagnoletto) e i cavalli di bronzo di Klodt”. I cosiddetti “cavalli di bronzo” si trovano dunque a Napoli, Berlino e San Pietroburgo, ma senza alcun dubbio, tra i “tedeschi” e quelli “partenopei”, sono quest’ultimi ad essere maggiormente cari al popolo russo, forse perché “hanno vissuto” per due anni sulle rive delle acque pietroburghesi, perché forse ricordano ancora la fredda città di Pietro il Grande.

La prossima volta che pensierosi e frettolosi passerete davanti al San Carlo e ai cancelli dei giardini reali, non badate solo ai venditori ambulanti, alzate la testa e osservate le statue del ponte Anichkov. La Russia e San Pietroburgo sono molto più vicine di quanto pensiate.

Sito di riferimento :https://www.napoligiornalegratuito.it/