“La Tammorra dei Briganti”! Dal 15 al 17 giugno a Giugliano in Campania.

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“La Tammorra dei Briganti”! Dal 15 al 17 giugno a Giugliano in Campania.

Di Fiore Marro

Caserta 23 maggio 2018

Pino Aprile apre la 6a edizione dell’evento La Tammorra dei Briganti (Storia, Suoni e Sapori del Sud) con un convegno a Piazza Gramsci venerdì 15 giugno alle 18:00.

La Tammorra dei Briganti (Storia, Suoni e Sapori del Sud) è l’immagine che dà il titolo alla manifestazione che da anni si svolge nel territorio giuglianese con l’arrivo dell’estate. Continua a leggere

BELVEDERE DI S. LEUCIO ” I Colori del Sud” Convegno conclusivo

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BELVEDERE DI S. LEUCIO ” I Colori del Sud” Convegno conclusivo

Promozione dei prodotti agroalimentari delle due Sicilie

Di Fiore Marro

Caserta 16 maggio 2018

La giornata conclusiva del progetto di gemellaggio tra l’istituto Galileo Ferraris di Caserta e la Scuola di indirizzo alberghiero don Calogero de Vincenti di Bisacquino Palermo, organizzato, a nostro avviso in modo proficuo dal corpo insegnanti dell’istituto scolastico di Terra di Lavoro, si A? svolta ieri, martedì15 maggio 2018, presso il Belvedere di San Leucio. Continua a leggere

Casarano ( Le) processo a GIUSEPPE GARIBALDI sul tema EROE O INVASORE?

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Casarano ( Le) processo a GIUSEPPE GARIBALDI sul tema EROE O INVASORE?

Di Fiore Marro

Caserta 14 maggio 2018

Nella famosa canzone, tra l’altro bellissima di Eugenio Bennato :” Brigante se More” manca qualche strofa riguardo la reazione pugliese,  all’invasione Tosco – Padana,  causata a opera di Garibaldi, ma ieri 13 maggio 2018 a Casarano ( Le),  grazie a agli organizzatori di un processo ( In contumacia), è finalmente  arrivata forte e chiara, la risposta che tutti da 157 anni aspettavamo, anche se un poco in ritardo, comunque la reazione è arrivata forte e chiara. La storia risorgimentale che è stata raccontata è un “Falso Storico”.

Su iniziativa de L’ASTRONAVE VERDE, associazione culturale di Casarano, si e’ tenuto presso l’auditorium comunale  il riuscitissimo processo virtuale a GIUSEPPE GARIBALDI sul tema EROE O INVASORE?

La sala pienissima testimoniava l’interesse dei cittadini, più che sullo stesso GARIBALDI, verso la QUESTIONE MERIDIONALE, sempre viva tra le nostre genti.

L’accusa era affidata ai prof. Aldo D’ANTICO e Salvatore MARRA, sostenitori di un GARIBALDI “INVASORE, MASSONE E MERCENARIO PER CONTO DEI PIEMONTESI E DEGLI INGLESI”. La difesa dal prof. Maurizio NOCERA ed avv. Giovanni BELLISARIO, accaniti sostenitori di un GARIBALDI EROE che, “tra le altre, oltre a liberare il meridione dai cupi e schiavisti BORBONI, mirava a realizzare una sorta di tardo rivoluzione francese o, meglio ancora, un GARIBALDI PRECURSORE DELLE RIVOLUZIONI SOCIALISTE con tanto di lodi al fenomeno dell’ILLUMINISMO”.

Il “PROCESSO” si e’ rivelato molto INTERESSANTE e non sono mancate le approvazioni e le indignazioni del pubblico.

Tra gli indignati, Tommaso Bruno che ci ha comunicato il suo sdegno :  “Non sono riuscito a trattenere la mia contrarietà verso la difesa tesa a minimizzare le innumerevoli stragi compiute verso inermi cittadini e militari del REGNO dagli eserciti GARIBALDINO E PIEMONTESE che, per saccheggiare il REGNO DUOSICILIANO, INVASERO dapprima la Sicilia e, passando per tutto il SUD, il nostro “benemerito eroe”, compiuta l’ultima strage di GAETA, consegnava l’ormai ex REGNO ai suoi mandanti piemontesi ed inglesi con l’aggiunta del riverente ed eloquente”OBBEDISCO”.

Anche a Napoli si diede vita  a un tribunale per un PROCESSO A GARIBALDI, era il 13 aprile 2002, incaricato del’accusa fu il prof. Gennaro De Crescenzo presidente nazionale del Movimento Neoborbonico, che introdusse il capo d’imputazione, leggendo una lettera che il nizzardo indirizzò a Adelaide Cairoli madre  di  Benedetto e Enrico Cairoli, garibaldesi della prima. “ Gli oltraggi subiti dalle popolazioni meridionali sono incommensurabili. Ho la coscienza di non aver fatto del male. Nonostante ciò, non rifarei la via dell’Italia Meridionale, temendo di essere preso a sassate, essendosi là cagionato solo squallore e suscitato solo odio”. Una confessione diretta dei danni causati ai popoli del regno delle Due Sicilie.

Complimenti a tutti gli organizzatori dell’evento di Casarano. Dai più considerato un vero successo che ha coinvolto, anche emotivamente, tante persone, al di là dei responsi , a dimostrazione che non è vero che la storia è passata, anzi la verità rimane anche a distanza di tempo,  sempre di più attuale.

Paola: Solenni festeggiamenti per San Francesco

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Paola: iniziati i solenni festeggiamenti per San Francesco

È stato patrono del Regno delle Due Sicilie ed è compatrono della città di Napoli.

DI Fiore Marro

Caserta 4 maggio 2018

Anche quest’anno la città di Paola è in festa. Particolarmente intensa e suggestiva è stata la cerimonia della consegna dell’olio, che ogni anno rinnova il patto d’amore indissolubile tra i calabresi e il loro Santo Patrono.

San Francesco di Paola fu canonizzato il 1° maggio 1519, a soli dodici anni dalla sua morte, durante il pontificato di Papa Leone X (al quale predisse l’elezione al soglio pontificio quando questi era ancora bambino, evento molto raro per i suoi tempi.

Il 13 aprile 1562, invasori protestanti francesi di confessione calvinista conosciuti col nome di ugonotti , forzarono la sua tomba, trovarono il corpo intatto e vi diedero fuoco.  A causa dell’incendio sono rimaste pochissime reliquie, conservate in massima parte nei conventi dei Minimi, fra cui Palermo, Milazzo e Paola. La sua festa si celebra il 2 aprile, giorno della sua nascita al Cielo. Tuttavia, non potendosi spesso celebrare come festa liturgica perché quasi sempre ricorre in Quaresima, la si festeggia ogni anno a Paola nell’anniversario della sua canonizzazione, il 1º maggio. La notizia, però, arrivò a Paola tre giorni dopo; per questo i festeggiamenti si tengono dall’1 al 4 maggio. Pio XII il 27 marzo, con il Breve “Quod Sanctorum Patronatus”, lo proclama “Celeste Patrono dei Marittimi d’Italia”. Nel breve si dice che viene proclamato Confessore, speciale Patrono Celeste presso Dio delle associazioni proposte alla cura della gente di mare, delle società di navigazione e di tutti i marittimi della Nazione Italiana.

È stato patrono del Regno delle Due Sicilie ed è compatrono della città di Napoli dal 1738 . È inoltre il patrono principale della Calabria, dov’è venerato in innumerevoli santuari e chiese fra i quali, in particolare, quelli di Paola, Cosenza,  Castrovillari,  Polistena,  Paterno Calabro, Tropea, Spezzano della Sila, Pedace, Terranova da Sibari,  Corigliano Calabro, Marina Grande di Scilla, Catona di Reggio  Calabria  e Sambiase di Lamezia Terme (ove è custodita la reliquia del dito indice di san Francesco).

Il 22 giugno 1962 Giovanni XXIII lo proclama “Celeste Patrono presso Dio della Calabria”. Nel  1990 l’UNICEF Lo proclama “Ambasciatore dei bambini e dei giovani di tutta la Calabria”.

Attualmente, parte delle sue reliquie si trovano presso il santuario di San Francesco da Paola, meta di pellegrini, provenienti da tutto il mondo. Inoltre, in Puglia nel comprensorio dei “Cinque Reali Siti” (provincia di Foggia) in tre comuni è praticato il culto di San Francesco. Infatti, a Stornarella e Carapelle è venerato come santo patrono, mentre a Orta Nova come santo protettore. È venerato come Santo Patrono anche a Savelletri in provincia di Brindisi, e in occasione della festa patronale che ricade nella seconda domenica di Agosto avviene la suggestiva processione in mare. A Milano sorge dal 1735 una chiesa in stile barocchetto lombardo che si trova in via Manzoni con un accesso dalla famosa via Monte Napoleone, 22

Anche quest’anno la maestosa aula liturgica era gremita fino all’inverosimile da tanti fedeli venuti da tutta la Regione per partecipare al rito solenne che rinnova un voto fatto durante la II Guerra Mondiale dalla gente di Calabria per ottenere la potente intercessione di San Francesco.

Terminato il conflitto, si constatò che la nostra terra non aveva subito gravi danni, e come segno di gratitudine al Santo venne donata una lampada alimentata ogni anno da tre diversi comuni. Quest’anno a donare l’olio sono stati i rappresentanti istituzionali di  accompagnati da diverse categorie sociali, simbolo di tanti disagi ma anche come espressione di accoglienza e di amore da parte della gente di Calabria nei confronti dei più deboli.

Quest’anno ricorre anche il settantacinquesimo anniversario della proclamazione di San Francesco, da parte di Pio 12°, quale patrono della gente di mare italiana.

Il rapporto tra San Francesco e il mare è stato intimo e speciale. Oltre ai tanti miracoli operati e al prodigioso passaggio dello stretto di Messina, il Grande Taumaturgo ha solcato egli stesso tante volte il mare, avventurandosi in luoghi sconosciuti e attraversando le tempeste della storia, ancorato soltanto al suo bastone ed alla forza della sua fede.

Le celebrazioni in onore di San Francesco, a Paola, avranno seguito anche dopo il 4 maggio, inizierà appunto il percorso di preparazione al grande evento dei 500 anni della canonizzazione, che ricorrerà il prossimo 1° maggio 2019.

RICORDIAMO DON MASSIMO CUOFANO NEL PRIMO ANNIVERSARIO DELLA SUA MORTE

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RICORDIAMO DON MASSIMO CUOFANO NEL PRIMO ANNIVERSARIO DELLA SUA MORTE

Di Luciano Rotolo

Conversano (Ba) 26 aprile 2018

È ormai trascorso un anno da quando, prematuramente, il carissimo don Massimo Cuofano, Socio ispiratore e fondatore della Fondazione Francesco II di Borbone, concludeva cristianamente il suo cammino terreno.

Un cammino per noi purtroppo breve ma sicuramente ricco e intenso di opere, come testimoniano le svariate attestazioni di stima, di grata memoria e di sincera amicizia che ancora pervengono alla nostra Fondazione nel suo nome. Continua a leggere

Napoli 1799 a Tra Trono e repubblica, altare e patibolo, Lazzari e giacobini.

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Napoli 1799 a Tra Trono e repubblica, altare e patibolo, Lazzari e giacobini.

Di Fiore Marro

Caserta 9 aprile 2018

Venerdì 27 aprile, alle ore 18,30, presso il Napoli club Cercola Partenopea (Corso Riccardi 245), conferenza storica : NAPOLI 1799, tra trono e repubblica, altare e patibolo, lazzari e giacobini, col la partecipazione del Sindaco di Cercola, Vincenzo Fiengo, introdurrà i lavori Tony Manna (presidente del circolo ospitante), interverranno: la prof.ssa Veronique Autheman (storica francese), il prof. Gennaro De Crescenzo (storico e presidente del Movimento Neoborbonico), Fiore Marro (presidente di Comitati Due Sicilie), Davide Brandi (presidente Ass. I Lazzari). Continua a leggere

Al Museo di Pietrarsa una mostra sulla Napoli-Portici, prima ferrovia italiana

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Al Museo di Pietrarsa una mostra sulla Napoli-Portici, prima ferrovia italiana

Dal 24 febbraio al 25 aprile 2018

Napoli, 23 febbraio 2018

Presentata stamattina, nella Sala Giunta del Comune di Napoli, la mostra Il Sogno di Bayard, Le chemin de fer de Napoli – Portici à Nocera et Castellammare dedicata alla storica prima linea ferroviaria italiana che sarà inaugurata sabato 24 febbraio.

I contenuti sono stati illustrati dall’Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, Nino Daniele, e dal Direttore del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, Oreste Orvitti.

Ospitata nello scenario più appropriato, il Museo di Pietrarsa, la mostra resterà aperta fino al 25 aprile 2018 nel padiglione che, per la caratteristica forma architettonica dei suoi interni, è conosciuto come La Cattedrale”.

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In treno
La stazione di Ferrovie dello Stato Italiane interna al Museo è Pietrarsa – S.Giorgio a Cremano. È possibile acquistare il biglietto di viaggio su trenitalia.compresso le biglietterie in stazione e alle self-service. Per chi arriva alla stazione di Napoli Centrale, basta recarsi alla stazione sotterranea di Napoli Piazza Garibaldi, banchina della Metro linea 2 di Trenitalia. I treni che fermano al Museo sono quelli diretti a Salerno o a Torre A. Centrale/Castellammare.

In automobile
Per chi proviene dalla A1 Roma Napoli: uscita Napoli Centro – Via marittima direzione Portici, alla fine di Via San Giovanni a Teduccio svoltare a destra in Via Pietrarsa.
Per chi proviene da Salerno, percorrendo l’autostrada A3 prendere l’uscita Ercolano – Bellavista o S. Giorgio a Cremano direzione Napoli.
I visitatori potranno parcheggiare comodamente la propria auto usufruendo del parcheggio custodito “Pietrarsa Parking”, convenzionato e riservato ai visitatori del Museo. Il parcheggio si trova in via Pietrarsa a soli 30 metri dall’ingresso museale.

In Autobus
Con i mezzi dell’ANM: da Piazza Garibaldi prendere gli autobus 254 e 256 direzione San Giorgio a Cremano; da Via Marina/Viale Amerigo Vespucci gli autobus 157, 254, 255 e 256 direzione Portici, fermata Napoli-Pietrarsa.

In taxi
Il Museo è raggiungibile anche in taxi direttamente dalla stazione Centrale, dall’aeroporto e dai principali alberghi cittadini.
La tariffa prevista è quella in vigore nel Comune di Napoli, essendo il sito museale ubicato nel territorio del Comune di Napoli, e secondo quanto indicato dal tassametro.
Partendo da alcune zone della città di Napoli, i visitatori possono usufruire di tariffe predeterminate: da Napoli Centrale/ Piazza Garibaldi € 16, dal lungomare 22 €, dall’Aeroporto di Capodichino 23 €.
Per maggiori informazioni si può consultare il sito dedicatodel Comune di Napoli.

Per i visitatori diversamente abili o con mobilità ridotta
Il Museo predispone di un accesso facilitato per tutti i visitatori diversamente abili o con mobilità ridotta.
Per accedere al sito museale si prega di telefonare preventivamente al numero 081 472003 (opzione 1 o 2), per prenotare l’ingresso dedicato dal cancello carrabile, con attraversamento a raso, a cura del personale di stazione.

https://www.google.com/maps/@40.8218865,14.3193843,17z?hl=it-IT

Contatti del Museo
Telefono: 081/472003
Email: museopietrarsa@fondazionefs.it
Sito: www.museopietrarsa.it

INAUGURAZIONE UFFICIALE DELLA SEDE NAPOLETANA DELLA FONDAZIONE FRANCESCO II DI BORBONE

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INAUGURAZIONE UFFICIALE DELLA SEDE NAPOLETANA DELLA FONDAZIONE FRANCESCO II DI BORBONE

Di Fiore Marro

Caserta 21 febbraio 2018

Il nostro carissimo e indimenticabile don Massimo Cuofano, socio promotore e fondatore della nostra “Fondazione Francesco II di Borbone”, nutriva da sempre nel suo cuore, così generoso e buono, il desiderio di portare la sede della Fondazione nella cara città di Napoli, esordia in un comunicato don Luciano Rotolo, cofondatore della Fondazione stessa.

Un desiderio motivato dal fatto che Napoli non solo è l’antica capitale del Regno delle Due Sicilie ma è la città dove Francesco II ha vissuto i suoi natali, la sua giovinezza felice, la sua breve e feconda esperienza di governo e dove, dal 1984, riposa in pace nelle Tombe Reali Borboniche della Basilica di S. Chiara.

Inoltre se Arco è una località legata all’esilio e alla morte del caro Re, Napoli è il simbolo della sua vitalità e dei suoi legami con il popolo delle Due Sicilie.

Questo desiderio riuscì finalmente a realizzarlo pochi mesi prima di concludere il suo cammino terreno. Infatti don Massimo aveva ottenuto una disponibilità in tal senso da parte della Confraternita Internazionale di Volontariato dei Cavalieri Templari Cristiani POVERI CAVALIERI DI CRISTO, nella persona del loro Gran Priore Internazionale frà Massimo Maria Civale (che è anche Delegato della Fondazione per Napoli).

Questi a Napoli custodiscono la cappella di “Santa Maria Coeli e San Gennaro” (di proprietà della Real Cappella del Museo di San Gennaro) e, con il senso della generosità e dell’ospitalità che da sempre li contraddistingue, immediatamente acconsentirono a porre in questo luogo sacro, da loro recentemente restaurato, l’immagine su quadro di S.M. Francesco II e, conseguentemente, a porre lì una delle sedi principali della Fondazione.

Per questo motivo don Massimo, pieno di quella gioia ed entusiasmo che lo connotava, aveva provveduto anche a riportare con ostentato orgoglio, sugli ultimi pieghevoli da lui fatti stampare, la dicitura: “Sedi principali in Arco (TN) e in Napoli, nella Chiesa Santa Maria Coeli e San Gennaro a vico Molo alle Due Porte”.

Purtroppo la morte gli ha impedito di poter inaugurare concretamente questa sede da lui tanto auspicata e, adesso, tocca a noi farlo anche nel suo nome e nella sua memoria.

Il pregevole quadro con l’immagine di S.M il Re Francesco II di Borbone è stato realizzato su interessamento del nostro Socio Consiliare Giuseppe Cerchia, che lo ha fatto elaborare da una rara foto originale in suo possesso. Questo quadro, che verrà solennemente collocato nella chiesa sede della Fondazione, sarà sicuramente un richiamo e un incentivo non solo a far conoscere la figura del caro Re ma, ci si augura, anche a far accrescere la sua fama di santità tra il popolo dei credenti.

Annunciamo con gioia, quindi, che Domenica 25 febbraio 2018 a partire dalle ore 10.00, si svolgerà la cerimonia di inaugurazione e di apertura ufficiale della Sede Principale Napoletana della Fondazione Francesco II che, naturalmente, sarà intitolata al nostro caro don Massimo.

Il programma della manifestazione prevede i seguenti momenti:

ore 10:00 Parrocchia S. M. delle Grazie, celebrazione della S. Messa officiata da don Orlando Barba, Parroco di S. M. delle Grazie e concelebrata da don Luciano Rotolo, Socio Fondatore della Fondazione Francesco II.

ore 11:00 corteo con il quadro di S.M. Francesco II, Re del Regno delle Due Sicilie, scortato dal Drappello Militare Borbonico e dai Poveri Cavalieri di Cristo “Templari”;

ore 11:30 Benedizione del quadro del Re nella chiesa di S.M. Coeli e S. Gennaro e intitolazione della sede napoletana della Fondazione a don Massimo Cuofano.

Tutti gli amici e simpatizzanti della Fondazione sono invitati a intervenire.

NOTIZIE SULLA CHIESA DI S.M. COELI E SAN GENNARO di NAPOLI

Santa Maria Porta Coeli e San Gennaro. Nome lungo per una cappella piccina arrampicata ai fianchi dell’Arenella. in un borgo di campagna che i napoletani, dal 1300 in poi, elessero a luogo di ristoro per il corpo e per la mente. Era il minuscolo borgo delle due porte all’Arenella, che esiste ancora e conserva intatto il fascino della sua storia. In cima a via Cattaneo c’è uno slargo sul quale affacciano ancora le due antiche porte, che poi sono solo due archi piccolini. Attraversando quello di sinistra si entrava nel vico delle fate che oggi si chiama più pomposamente «Arco San Domenico», quello di destra invece portava al vico Molo alle due porte che conserva lo stesso nome: «molo» perché affacciava direttamente sul mare di Napoli.

La chiesa l’aveva fatta costruire una nobildonna della famiglia di Pozzuoli dei «Di Costanzo». Donna Isabella che trascorreva lunghi periodi nella casa di famiglia in collina, aveva scoperto che per ascoltare la messa i campagnoli della zona si incamminavano in percorsi lunghissimi e tortuosi. Così fece costruire la cappella con il principale scopo di rendere meno complicata la vita della gente del posto. Divenne, quella cappella, anche il luogo di sepoltura della famiglia Di Costanzo. Poi col passare degli anni e con la crescita della città il borgo non fu più isolato e la necessità di avere quella chiesetta fu meno impellente.

Attualmente è aperta ai fedeli, inoltre i membri dei Poveri Cavalieri di Cristo di Napoli , offrono il servizio di un banco alimentari e pasti caldi per i più bisognosi e varie iniziative culturale, storiche e di volontariato.

«Maledetta Juve», il libello satirico nella «Cercola Partenopea»

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Caserta 22 febbraio 2018 Il Mattino.

CERCOLA – Scontro Napoli-Juve, ma a colpo di parole e aneddoti. Quelli contenuti nel libello «Maledetta Juve, non sappiamo più come insultarti» del giornalista napoletano Paolo Trapani (Edizioni Magenes / Collana Voci dal Sud), che domenica 25 febbraio alle 11 sarà presentato al Napoli Club “Cercola Partenopea”, in corso Domenico Riccardi 245.  Proprio nella cittadina all’ombra del Vesuvio con il club bianconero più numeroso d’Italia con oltre mille iscritti (se si intendono i circoli che non comprendono più aree territoriali), si parlerà, con ironia e sagacia, della storica rivalità tra napoletani e juventini.

Proprio come il contenuto del del simpatico libro che, per il successo editoriale ottenuto, è già andato in ristampa. Interverranno all’evento, moderato dal giornalista Gianmaria Roberti, Gennaro De Crescenzo, Presidente Movimento Neoborbonico, Tony Manna, Presidente Napoli Club “Cercola Partenopea”, Fiore Marro, scrittore e giornalista, Paolo Trapani, giornalista e autore del libro.

Campobasso Due Sicilie -Testimonianze del periodo borbonico in città.

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Campobasso Due Sicilie -Testimonianze del periodo borbonico in città.

Di Fiore Marro

Caserta  3 febbraio 2018

Francesco De Gregori cantava tempo fa : “La storia siamo noi nessuno si senta offeso”, così potremo dire noi delle Due Sicilie, viste le continue scoperte e restauri che sorgono, sempre più sovente, dalle ceneri del nostro glorioso passato.

Restaurata grazie a dei privati cittadini, siamo di fonte all’ennesima e magnifica dimostrazione storica che fu il ciclo che ricorda il del Regno delle Due Sicilie. Una targa apposta sotto i ritrovamenti racconta, ai turisti e ai cittadini, dell’antica unità di misura voluta da re Ferdinando II di Borbone anche a  Campobasso.

Una prova che testimonia la presenza dei Borbone anche in Molise. Un segnale concreto della efficienza borbonica anche in un campo pratico, come quello del peso specifico delle merci.

I  reperimenti storici sono stati recuperati dall’Associazione Centro Storico, in due strade del borgo campobassano.

Sabato  mattina 3 febbraio in Piazza Pepe i componenti della onlus – che ha come finalità la valorizzazione del cuore più antico di Campobasso – hanno presentato i risultati del restauro della cosiddetta Mezza Canna, antica unità di misura per le merci, si tratta di una antica unità di misura in uso dal 1840 al 1861, durante il Regno delle due Sicilie. La Mezza Canna,  che in passato è stata una via commerciale di Campobasso, è lunga 132,27 cm e costituita da cinque palmi, il primo diviso in decimi è centesimi. La targa enuncia: “Con l’articolo 10 del Real decreto del 6 aprile 1840 il re Ferdinando II di Borbone ordinava: Nel regno dei Borbone in ciascun capoluogo di provincia, in un posto garantito da ogni pericolo di alterazione, venga esposto al pubblico il campione della Mezza Canna o del Quintuplo Palmo, base dell’intero sistema, in metallo rosso incastrato nel marmo, ed infisso in un solido muro, con le sue divisioni e suddivisioni decimali, perché possa ognuno con comodità è a piacimento misurare la lunghezza di tutto, o parte di esso, secondo il bisogno”.

Poco distante, su una palazzina di via Ferrari  c’è anche una iscrizione : Scarth Street, rinominata così dai canadesi durante il periodo di occupazione delle truppe alleate nel capoluogo molisano. Infatti in via Ferrari si trova la via ribattezzata dai canadesi che “il 14 ottobre 1943 giunsero nell’abitato di Campobasso per liberarla dall’occupazione tedesca.

La città venne trasformata in un centro amministrativo di smistamento di cura e di ricreazione di primaria importanza, tant’è che gli stessi canadesi la rinominarono Canada Town o Maple Leaf City, tanto per far capire agli indigeni, fin dove si può spingere un “Salvatore”, un poco come è capitato di fare a tutti quelli che sono “venuti a liberare” le nostre contrade, come recita Mimmo Cavallo – So fratelli a noi, ci vengono a liberà …. – Le truppe alleate rinominarono i principali luoghi campobassani con i nomi di famose strade e piazze inglesi marcandoli sui muri degli edifici. Scarth Street è l’unica rimasta ancora leggibile, per ironia della sorte si trova di fronte al Teatro Savoia, tanto per non farci mancare nulla, in fatto di “liberatori”.

Salvate dall’Associazione Centro storico che sabato 3 febbraio ha illustrato i risultati del restauro della “Mezza  Canna’ e di “Scarth Street” rispettivamente in via Cannavina e via Ferrari ricordando così due epoche diverse, due momenti storici territoriali, una prettamente autoctono e identitario, che sottoscrive l’emancipazione di una casata ( quella dei Borbone) che la storiografia di regime, ha condannato come retrograda e oscurantista, l’altra, dell’epoca in cui Campobasso fu occupata dai canadesi: le truppe alleate ribattezzarono con nomi inglesi le strade della città, come di solito capita quando si occupa manu militare un altro Stato.