“Matilde Serao, ‘a Signora” l’ottavo volume della Collana “Italiane”

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Intervista a Nadia Verdile – sul suo ultimo lavoro letteraio

“Matilde Serao, ‘a Signora” l’ottavo volume della Collana “Italiane”

 di Fiore Marro

Caserta 26 gennaio 2018

Nadia Verdile, la Prof per eccellenza, come viene indicata dalle allieve e dagli allievi del Liceo Artistico “San Leucio” di Caserta, ho avuto modo di conoscerla in una serata casertana, presso il Circolo Sociale, in occasione della presentazione del libro dedicato a Michele Pezza (Fra’ Diavolo) a opera di una sua discendete, Maria Alba Pezza; era il 23 settembre 2006 e capii al primo impatto di trovarmi dinnanzi a una persona speciale, una guerrigliera della penna e dell’anima, profonda napoletana. Le sue lotte per Carditello, la portarono a esporsi al punto di ritrovarsi minacciata di morte assieme all’allora Ministro dei Beni Culturali Massimo Bray, titolare del dicastero nel Governo Letta, dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014; entrambi minacciati dalla malavita locale o chi per essa, per aver interferito in loschi affari, per essersi intromessi in una questione, quella del Real Sito Borbonico nel comune di San Tammaro, al centro di molti, troppi, appetiti. Il libro di cui parliamo è l’ultimo dei tanti da lei scritti, perdonate però se cito quello di Nadia che amo più di tutti gli altri: Carissima compagna mia … da San Leucio lettere private di Ferdinando IV a Maria Carolina, Pisa, Il Campano, 2015, pp. 104; un gingillo tradotto in parole.

“Matilde Serao, ‘a Signora”, edito da Pacini Fazzi, nel novembre 2017, 116 pagine, è il libro che apre l’intervista di oggi. È l’ottavo volume della Collana “Italiane” che Nadia Verdile dirige.

1)In “Donna Matilde” troveremo cose che non sappiamo di lei?

Ho provato a raccontare la donna. Matilde Serao è conosciuta da tutti come giornalista, come scrittrice. Della sua vita privata si sa meno. Il mio desiderio era quello di far scoprire cosa è stata la vita della Signora, vissuta a cavallo di due secoli quando Napoli era ancora capitale morale della cultura; una donna che è stata lavoratrice instancabile della parola e allo stesso tempo madre, amica, compagna, figlia. In ognuno di questi ruoli lei ha dato il meglio di sé. La sua penna, la sua verve, il suo solido e razionale amore per Napoli e la sua gente me l’hanno fatta amare e sentire sulla pelle.

2)Nel tuo impegno per Carditello, per San Leucio, quali novità ci sono?

La reggia di Carditello è ormai in fase di rinascita. Dopo l’acquisizione al patrimonio dello Stato, esattamente quattro anni fa, grazie allo straordinario impegno di Massimo Bray, oggi è in attesa del secondo lotto di restauri che riguarderanno la palazzina centrale, quella dove era l’appartamento reale. È gestita da una Fondazione presieduta da Luigi Nicolais e vive anche grazie all’impegno instancabile dei volontari di Agenda 21 che curano le aperture che si tengono ogni domenica mattina. Gratuite. Una favola a lieto fine che meriterebbe anche San Leucio. Anche per questo sito ci vorrebbe una Fondazione. Quel luogo straordinario merita di essere conosciuto di più e meglio come di più e meglio deve essere conosciuto lo Statuto che rese uguali, per legge, le donne e gli uomini nel lontano 1789.

3)Il tuo lavoro sociale, le tue passioni, si sono spinti fino al punto di essere stata minacciata dalla malavita; tutto ciò ti ha riservato più amici o nemici?

Sono una donna fortunata. Ho tantissime persone che mi vogliono bene e questo è uno straordinario scudo contro i nemici.

4)Ti sei trovata sola nella lotta per il recupero della reggia o hai trovato una realtà sociale solidale e attiva, contrariamente a quanto spesso viene descritto sui media nazionali?

A lottare per Carditello siamo stati tantissimi e tantissimi sono quelli che continuano su questa strada. Un mondo di associazioni, singole persone, gruppi, intellettuali, semplici appassionati; mi piace ricordare Tommaso Cestrone che era stato individuato dal giudice Valerio Colandrea come ausiliario del custode giudiziario e che tanto lavoro ha fatto nella piccola reggia ma anche Francesco D’Amore della Coldiretti perennemente al fianco del Real Sito.

5) Nadia, tu sei una storica. Che ruolo hanno avuto i tuoi studi nell’impegno sociale che hai portato avanti per il recupero dei beni culturali del nostro territorio?

Senza studio della storia non c’è né presente né futuro. Difendere il nostro territorio è un dovere morale prima che sociale. Le radici sono l’essenza della nostra pianta, della nostra vita.

6)Come hai fatto a mettete assieme, in questi anni, la passione borbonica con la tua anima ideologicamente schierata a sinistra?

La storia dei Borbone è una storia raccontata per troppi anni a senso unico, nel caso specifico in senso contrario. Chi si occupa di storia ha un solo Vangelo: i documenti. A loro mi sono appassionata, la loro lettura racconta tanta altra storia, una storia fatta anche di bellezze, di cultura, di riforme, di modernità.

7)Ti descrivono come una “femminista”, termine oggi sospetto ed impopolare, ci spieghi il tuo significato personale di questo termine?

Il femminismo ha permesso a me e alle donne di poter parlare. Il femminismo è stata la grande rivoluzione degli ultimi due secoli. È stato la presa di coscienza di un genere, l’autodeterminazione di un mondo tenuto in scacco dalla storia. Senza il femminismo questa intervista non ci sarebbe stata.

8)Sei stata eletta donna dell’anno. Come donna meridionale cosa ha significato questo per te, considerando il fatto che oggi le donne meridionali sono la categoria a più alta disoccupazione del paese?

Essere insignita del premio “Donna dell’anno” dall’Ande di Potenza è stato un dono meraviglioso. L’Ande (Associazione Nazionale Donne Elettrici) è nata per educare le donne alla politica, quando per la prima volta, nell’Italia repubblicana, esercitavano il diritto al voto. Averlo ricevuto per la Collana “Italiane” di cui sono la direttrice e che vede impegnata la casa editrice Pacini Fazzi, Maria Pacini e Francesca Fazzi, madre e figlia straordinarie, è stato il valore aggiunto. Sono un’ottimista di natura, credo che fare di necessità virtù sia un ottimo mezzo per riuscire meglio. Se riesco io a fare delle cose per la mia terra vuol dire che lo possiamo fare tutte e tutti. Io una fra tutti.

9)Quale delle opere di cui sei autrice ha un posto speciale nella tua classifica affettiva?

Oltre al libro sulla Reggia di Carditello porto nel cuore due lavori. Uno è “Maria Luisa di Borbone, la duchessa infanta” e l’altro è l’ultimo, “Matilde, ‘a Signora”, entrambi pubblicati con Pacini Fazzi di Lucca. Raccontano della vita di due donne straordinarie che in barba alle difficoltà hanno saputo far bene per il proprio territorio, per la propria gente. Due donne che mi hanno insegnato molto, che mi hanno dato molto.

 

Note biografiche

Nadia Verdile è nata a Napoli, vive a Caserta, le sue origini sono molisane. Scrittrice e giornalista, collabora con il quotidiano «Il Mattino». Ha diciotto libri all’attivo, molti suoi saggi sono stati pubblicati in riviste nazionali ed internazionali. Relatrice in convegni e seminari di studio, come storica, da anni, dedica le sue ricerche alla riscrittura della Storia delle Donne collaborando con la Fondazione Valerio per la Storia delle Donne, la Colorado State University per il progetto Female Biography Project, la Società per l’Enciclopedia delle donne. È membro della Società Italiana delle Storiche. È direttrice della Collana editoriale “Italiane”.

Segni particolari: ottimista di natura è intollerante verso stereotipi e pregiudizi.

Premi

2017 – Premio Donna dell’Anno – per la Collana Italiane

2016 – Premio Venere Sinuessana – per la promozione culturale nel territorio e per l’impegno giornalistico a difesa dei beni culturali

2015 – Premio Terre del Sud – per l’impegno giornalistico a difesa del territorio e dei beni culturali

2015 – Premio Donna Coraggio – per l’impegno giornalistico profuso nella difesa della Reggia di Carditello

2011 – Premio Terza Napoli – La città che eccelle – per la ricerca storica sulle donne

2007 – Premio Olmo – per il giornalismo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Roma e le menzogne parlamentari – Teodoro Salzillo

12483736_10205410055991864_1483133514_nTeodoro Salzillo (1826-1904), nato da unai??i??agiata famiglia molisana, fu scrittore di orientamento filoborbonico e legittimista. Non gli fece difetto, tuttavia, la tempra dellai??i??uomo dai??i??azione. Lo storico Maurizio Di Giovine ricorda che egli, a partire dal principio di ottobre del 1860, formA? ai???un battaglione di mille volontari costituiti in gran parte dalle guardie urbane, in parte dai soldati congedati ed in parte da gendarmi fedeli al Reai??? Francesco II, per combattere prima contro i garibaldini, poi contro lai??i??esercito sabaudo. Allai??i??inizio del blocco di Gaeta, Salzillo entrA? nella piazzaforte per far parte dei servizi di sicurezza che svolgevano funzione di controspionaggio. Continua a leggere

Comitati Due Sicilie ai??i?? Salerno: molto interesse per ai???Il Sudai??? di Gennaro De Crescenzo

salerno 31 ottobre cds e de crescenzo

Libreria Liberis di Salerno 31 ottobre 2014

I relatori – Felice Turturiello, Guido D’Amore, Gennaro De Crescenzo e Fiore Marro.

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Nella gremita sala della Libreria Liberis a Salerno si A? svolta ieri la presentazione del libro di Gennaro De Crescenzo dal titolo ai???Il Sud ai??i?? dalla Borbonia Felix al carcere di Fenestrelleai???.

A fare gli onori di casa Guido Dai??i??Amore, responsabile cittadino dellai??i??associazione culturale ai???Comitati delleAi??Due Sicilieai???, che ha introdotto le tematiche del libro e dato spazio alla breve intervista allai??i??autore da parte di Felice Turturiello della Liberis. Continua a leggere

La Rivoluzione italiana

9788881551941gPatrick Keyes Oai??i??Clery, irlandese, aveva 18 anni quando nel 1867 si arruolA? tra gli Zuavi per difendere il Papa: partecipA? alla battaglia di Mentana dallai??i??altra parte, ossia contro i garibaldini. A 21 anni, nel 1870, A? nel selvaggio West americano a caccia di bisonti. Ma, appreso che lai??i??esercito italiano si prepara a invadere lo Stato Pontificio, torna a precipizio: il 17 settembre 1870 A? a Roma di nuovo. A? filtrato tra le linee italiane con due compagni, un nobile inglese e un certo Tracy, futuro deputato del Congresso Usa. In tempo per partecipare, contro i Bersaglieri, ai fatti di Porta Pia.
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G. Zona “Come ti finanzio il Nord”

30677_1282493502019_448821_nDopo quasi cinquant’ anni dall’ inizio dell’ intervento straordinario permane il carattere di dipendenza dell’economia meridionale dal resto della nazione1 ed il divario tra Nord e Sud si A? andato accentuando ancora di piA?.
Fin dagli anni Sessanta innumerevoli critiche sono state mosse contro l’intervento straordinario, sottolineandone il mancato coordinamento nonchAi?? il carattere diffusivo (“a pioggia”) e, quindi, dispersivo. E’ stato sostenuto che la Cassa per il Mezzogiorno, poi Agensud, avrebbe dovuto muoversi all’interno di una logica “aggiuntiva” e non “sostitutiva” dei normali interventi delle altre amministrazioni. Poi, il carattere artificioso degli incentivi (modificabili per decreto e quindi non affidabili nel breve termine) e, soprattutto, la mancanza di infrastrutture avrebbero determinato uno scarso interesse verso il Sud da parte degli investitori. Continua a leggere

Gigi Di Fiore “Gli ultimi giorni di Gaeta”

58243_1393135548001_5392008_nUn altro grande lavoro di Gigi Di Fiore che, dopo la ai???Controstoria dellai??i??UnitAi?? dai??i??Italiaai??? (da poco passata con successo ai tascabili) e ai???I vinti del Risorgimentoai???, ci fornisce un altro strumento importante nella difficile battaglia per la veritAi?? storica. Un’altra dimostrazione che, al contrario di quanto affermano gli storici ufficiali, sono sempre piA? necessarie pubblicazioni che sappiano raccontare la storia in maniera scientifica ma anche piacevole. Nel caso degli ai???Ultimi giorni di Gaetaai???, al consueto rigore dellai??i??autore (che utilizza anche numerosi documenti inediti) si unisce una grande passione per le storie narrate come un cronista ai???in diretta dal fronteai??? e, spesso, lai??i??affetto per le storie di quei soldati dimenticati per troppo tempo e che ancora oggi possono essere un prezioso esempio di coerenza, di lealtAi?? e di senso di appartenenza: tre elementi, visti i tempi, piA? che mai necessari dalle nostre partiai??i?? Continua a leggere

E. De Biase “L’Inghilterra contro il Regno delle Due Sicilie”

47433_1393139348096_3070658_nComincia a sfaldarsi la menzogna del cosiddetto “Risorgimento”, periodo storico che la cultura ufficiale, la scuola in primis, ha proiettato come un film davanti ai nostri occhi contrabbandandolo per un “kolossal” a causa dei tanti effetti speciali creati ad arte. Come, perA?, accade nella realtAi??, quanto piA? un film viene pubblicizzato, tanto piA? A? una pellicola men che mediocre se non, addirittura, scadente: un “bidone”, insomma. Esattamente come quello che i “Fratelli d’Italia” ci rifilarono pretentendo pure gratitudine, stima e riconoscenza.

L’Inghilterra non fu estranea a tutto ciA?, anzi, fu proprio grazie alla sua regAi??a, alla sua “amichevole e disinteressata” partecipazione che il piA? antico e piA? florido Stato della penisola italiana potA? essere cancellato dalla storia. Fu per opera della Gran Bretagna, dei suoi finanziamenti, della sua protezione e dei suoi apporti che i traditori si vestirono da eroi, i vigliacchi ebbero i gradi del comando e l’infamia si mascherA? da virtA?.

Di tutto ciA? si legge in questo libro e, perchA? lo sfondo britannico fosse sempre presente, ad ogni capitolo A? stato dato -ironicamente- il nome di un film di James Bond, accattivante mito d’oltremanica, anche perchA? effettivamente, prima, durante e dopo la spedizione dei Mille, ci fu un piA? di un agente segreto ad intrigare attivamente, non solo al servizio di Sua MaestAi?? britannica, ma anche -e soprattutto- per conto delle lobby liberal-massoniche, la cui filosofia politica era, allora come oggi, quella del “Vivi e lascia morire”… Continua a leggere

N. Zitara “Memorie di quand’ero italiano”

30677_1282401939730_7112560_nMemorie di quad’ero italiano” A? il titolo, volutamente provocatorio, dell’ultimo libro di Nicola Zitara, giornalista e scrittore di Siderno (Reggio Calabria), per lunghi anni fiero militante socialista poi impegnato in prima fila nel Movimento meridionale, che, giAi?? nel 1971, aveva scandalizzato molti benpensanti con un altro volume dal titolo e dall’impostazione non meno corrosivi e dissacranti rispetto ai modelli ed alle certezze costruiti negli anni del risorgimento, imposti per un secolo sotto i governi sabaudi e considerati come bandiere intoccabili anche con l’avvento dei governi repubblicani: “L’unitAi?? d’Italia: nascita di una colonia”. Sviluppando ulteriormente l’analisi avviata con l’opera di 29 anni fa, Zitara indaga a fondo sulle cause che portarono nel 1860 il Meridione continentale ed insulare alla perdita dell’autonomia statale che lo aveva caratterizzato per sette secoli, dall’epoca di Ruggiero il Normanno alla fine del Regno delle Due Sicilie. L’indagine A? allargata alle vicissitudini che le regioni meridionali hanno dovuto subire in quasi un secolo e mezzo di vita “italiana” nell’ambito dello Stato unitario, considerato sia nella sua versione sabauda che in quella repubblicana. Continua a leggere