Veninci Sonnu

 

Veninci Sonnu

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dolce ninna nanna in dialetto calabrese riarrangiata in chiave moderna.

Veninci Sonnu ‘nta sta naca d’oru
Duci s’addurmentau Gesuzzu bonu
Veninci sonnu ‘nta sta naca i argentu
Duvi s’addurmentau Gesù ‘nnocenti.

Tu voi la ninna ed eu la ninna te cantu
cu la madonna mu te faci nu santu;
Tu voi la ninna ed eu la ninna te dicu
cu la Madonna santa te benedicu.

Para, Madonna mia, para ‘ssu mantu
mu ti ce jettu stu palumbu santu.
Para, Madonna mia, para ‘ssu sinu
Mu ti ce jettu stu caru bambinu.

TRADUZIONE

 

Vienigli  sonno in questa culla d’oro

Dove si addormentò il buon Gesù

Vienigli  sonno in questa culla d’argento

Dove si addormentò Gesù innocente.

Tu vuoi la ninna e io la ninna ti canto.

Con la Madonna che ti fece santo;

Tu vuoi la ninna e io la ninna ti dico

Con la Madonna Santa ti benedico.

Stendi, Madonna mia, stendi questo manto

per donare a te questo palombo santo

Stendi, Madonna mia, stendi questo manto

per donare a te questo caro bambino  .

Non sono solo canzonette.

spartito

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non sono solo canzonette.

 

di Lucia Di Mauro

Napoli 15 ottobre 2015

“Io che sò l’ultimo emigrante….”, cantava Mario Merola, profetizzando ciò che sarebbe avvenuto. Infatti l’opera di questo grande artista  e tutto l’archivio storico della canzone napoletana vanno via, partono, migrano all’ombra del Dom de Milan.

Come al solito i lamentosi napoletani si sono permessi di porre obiezione al trasferimento, affermando che non si comprende come Milano possa essere considerata  la sede più opportuna per  l’archivio della canzone storica napoletana, espressione dell’identità culturale partenopea (duosiciliana)  e non meneghina. Continua a leggere

Musica siciliana: balli e danze

Romako_Street-MusiciansAnche la tradizione musicale in Sicilia è influenzata dalle diverse vicende storiche e soprattutto dalle differenti dominazioni che si sono susseguite nel corso della storia; ognuna di loro, infatti, ha lasciato degli strumenti, delle tradizioni musicali, dei canti, dei balli che ancora oggi, in alcuni luoghi vengono utilizzati.

Il popolo siciliano entrò in contatto con il nomos tipico del mondo greco, con il maqam riferito agli Arabi, con gli inni dei bizantini, con la canzone dei trovatori, con la polifonia del 1500 e con le correnti musicali degli ultimi secoli; viste le diverse relazioni è difficile rintracciare con esattezza quando ebbe inizio la musica popolare vera e propria in Sicilia.

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Comitati Due Sicilie – Salerno: serata a tema Irlanda con la musica de “The Pogues”

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Comitati Due Sicilie – Salerno: serata a tema Irlanda con la musica de “The Pogues”

L’associazione culturale “Comitati delle Due Sicilie” di Salerno organizza per sabato 13 dicembre dalle ore 20 una serata musicale dal titolo “Due Sicilie incontra Irlanda” presso la Libreria Liberis di Via M.Conforti 9 a Salerno. Continua a leggere

Vitti ‘na crozza: storia di una canzone

cetraNel 1950 Pietro Germi si reca in Sicilia per iniziare le riprese del film “Il cammino della speranza” (Terroni, nell’ipotesi iniziale). Ad Agrigento incontra il Maestro Franco Li Causi al quale chiede di comporre “ un motivo allegro-tragico-sentimentale “ da inserire nel film. Nessuna delle proposte del Maestro soddisfa il regista, sin quando a Favara (mentre si svolgevano le riprese) un minatore, GiuseppeCibardo Bisaccia, recita a Germi una poesia popolare, che comincia così: “Vitti ‘na crozzasupra nu cannoni / fui curiusu e ci vosi spiari / idda m’arrispunniu cu gran duluri / muriri senza toccu di campani.” Continua a leggere

Il pianino napoletano

pianino2Il pianino fu inventato nel 1700 da un modenese, Giovanni Barberi. Il cilindro del pianino, o organetto, funzionava in maniera molto simile al cilindro di un carillon, quando ruotava su se stesso le sue punte rialzate determinavano la vibrazione di piccole leve e il movimento delle corde ad esse collegate producendo le più varie melodie. Il pianino prosperò soprattutto in Italia, in Francia, in Belgio e in Olanda, ma il suo maggior splendore lo ebbe a Napoli. Continua a leggere

Sona Carmagnola-il canto dei Sanfedisti: testo, storia, spiegazione

di Chiara Foti

31 luglio 2013

Quando si parla del canto dei sanfedisti, ritornano alla mente le vicende della Repubblica Partenopea e del breve periodo in cui Napoli fu nelle mani dei francesi rivoluzionari. Ma dove e perchè nacque questo canto? Come divenne “dei Sanfedisti”? E infine, a quali eventi di quel particolare periodo storico fa riferimento? Continua a leggere