Gateau di patate: la vera ricetta originale. Ecco come lo fanno a Napoli

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Gateau di patate: la vera ricetta originale. Ecco come lo fanno a Napoli

Il gateau di patate è una deliziosa preparazione a base di patate e salumi vari.

Napoli 7 luglio 2017

Un pasticcio da sfornare con un’irresistibile crosticina dorata che vi assicurerà un pasto succulento.

Questa famosa e antica preparazione è un caposaldo della cucina partenopea e rivisitato poi in altre regioni del sud Italia. Continua a leggere

‘O Filoscio ovvero la frittata che si preparava per il re

filoscioOggi vogliamo parlarvi di una ricetta semplice, sostanziosa, che si tramanda da anni sulle tavole dei partenopei, un piatto che ancora una volta sancisce il legame tra il popolo napoletano e quello francese, stiamo parlando del Filoche” (appunto in francese), meglio conosciuto come ‘O Filoscio. Continua a leggere

Signori Sua Maestà il Taurasi .

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Signori Sua Maestà il Taurasi .

Aprile 2016

La zona di produzione del Taurasi comprende l’ intero territorio dei comuni di Taurasi, Bonito, Castelfranci, Castelvetere sul Calore, Fontanarosa, Lapio, Luogosano, Mirabella Eclano, Montefalcione, Montemarano, Montemileto, Paternopoli, Pietradefusi, Sant’Angelo all’Esca, San Mango sul Calore, Torre le Nocelle e Venticano, tutti in provincia di Avellino. Continua a leggere

Puparuoli ‘mbuttunati

333333333333333333333333333333333333Ricetta dei “puparuoli mbuttunati” alla napoletana

Come molte ricette tipiche della tradizione campana, anche quella dei peperoni imbottiti è stata rivisitata. Le varianti più gettonate e preparate nel resto d’Italia sono quelle con la carne macinata, il riso, ricotta e pinoli. A Napoli vengono chiamati “puparuoli mbuttunati” e ci sono due varianti: la prima con imbottitura di melanzane fritte, olive, acciughe, pane raffermo e la seconda con farcitura di vermicelli. Per quest’ultima viene utilizzata la “papacella” ovvero una varietà di peperone corta e tonda, tipica della nostra regione.  Continua a leggere

Un ricettario favoloso per scoprire – Fra ragù, cannoli, un caciocavallo che fu un pegno d’amore e maccheroni

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Un ricettario favoloso per scoprire

i sapori del Regno delle Due Sicilie

A La Feltrinelli di Napoli alla scoperta dei segreti delle tavole dei Borbone

Fra ragù, cannoli , un caciocavallo che fu un pegno d’amore e maccheroni

NAPOLI — Perché i palermitani prepararono l’arrosto panato per salutare gli ebrei cacciati nel 1492? E perché i napoletani chiamavano il riso sciacquapanza? Qual è la vera storia della cassata o dei cannoli? Quando sono stati inventati gli struffoli? E perché è cambiata la forchetta? E i maccheroni: sono lunghi o corti? E il ragù? Perché è legato alla regina Maria Carolina, così come la pizza alla regina Margherita? E quanti sano che il caciocavallo fu il pegno d’amore tra Ferdinando I e quella che diventerà la sua moglie morganatica, donna Lucia Migliaccio? Continua a leggere

Il fiocco di neve della Pasticceria Poppella che fa impazzire Napoli

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Il fiocco di neve della Pasticceria Poppella che fa impazzire Napoli

12 marzo 2016

Fiocco di Neve di Poppella. Altro che babà, sfogliatella e pastiera, a Napoli c’è una fila per mangiare questo dolce venduto a 0,90 euro che fa sballare.

Le più grandi idee nascono nel ventre di Napoli e nel rione Sanità da alcuni anni nella Pasticceria Poppella spopola il fiocco di neve, una dolce e soffice brioscina farcita con crema al latte, panna e ricotta. Ma come nasce? Il fiocco di neve di Poppella nasce da una chiacchierata tra amici, in cui si cercava di capire come farcire i dolci tradizionali, soprattutto le sfogliatelle, per creare delle varianti rispetto a quelle tradizionali.

Così, tra una proposta ed un’altra, è nata prima l’idea di questa crema al latte, con panna, ricotta e poco zucchero, ma invece di rinchiuderla dentro la classica pasta sfoglia, si è pensato ad una brioscina leggera, come quelle da colazione. Da lì, nel giro di pochi anni, è stato un boom di successo, tanto che ormai arrivano clienti da tutta la città per acquistare il fiocchi di neve di Poppella. Il nome è venuto proprio dal suggerimento di un amico di Ciro Poppella, che inizialmente lo aveva chiamato “morbidone”.

Tornando da un viaggio in montagna, l’amico ha suggerito di chiamarlo “fiocco di neve”, perché per la sua morbidezza e leggerezza gli ricordava proprio quello.

I fiocchi di neve vengono poi ricoperti di zucchero a velo, per sottolineare il riferimento alla neve, e costano novanta centesimi al pezzo. Poppella nasce nella sanità come tarallificio e rosticceria, ancora oggi le casalinghe della sanità durante il periodo di Pasqua portano i loro tortani e casatielli a cuocere nel forno di Poppella, come si faceva una volta.

La rosticceria è nota anche per il pagnottiello. Poi negli anni è arrivata la svolta con la pasticceria, che è stata lanciata proprio grazie al fiocco di neve di Poppella

Pasticceria Poppella

Via Arena della Sanità, 24

Napoli

Tel: 081.455309

Chi conosce cos’è il Piennolo?

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Chi conosce cos’è il Piennolo?

17 Marzo 2016

IL Piennolo (Lycopersicon esculentum) è uno dei prodotti più tipici ed antichi dell’agricoltura campana, tanto da essere perfino rappresentato nella scena del tradizionale presepe napoletano.

Esso beneficia del terreno vulcanico e del sole generoso: si dice che anche il suo colore “ardente” sia opera del vulcano, poiché secondo la leggenda, le sue radici si nutrono della lava stessa del Vesuvio.

Il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio si coltiva con un metodo tradizionale, che prevede l’ausilio di sostegni con paletti di legno e filo di ferro, che evitano che le bacche tocchino terra e fanno sì che ricevano uniformemente i raggi solari. I pomodori, del peso di circa 25-30 grammi, sono rotondi e presentano un piccolo pizzo all’estremità inferiore. La buccia è coriacea e la polpa, soda e compatta, ha un caratteristico sapore dolce dal retrogusto acidulo, dovuto alla particolare concentrazione di zuccheri e sali minerali.

Questa varietà è detta anche “del Piennolo”, perché la tecnica di conservazione tradizionale vuole che si formino dei “Piennoli”, cioè pendoli: grappoli interi, raccolti tra luglio e agosto, sistemati su un filo di canapa legato a cerchio, per comporre un unico grande grappolo, conservato sospeso in luoghi asciutti e ventilati. Questo sistema favorisce una lenta maturazione e consente di avere “oro rosso fresco” fino alla primavera seguente all’anno della coltivazione.

Nel corso dei mesi il Pomodorino, pur perdendo il suo turgore, assume un sapore unico e delizioso, divenendo un ingrediente essenziale di tanti piatti tipici napoletani: regala un tocco inconfondibile alla pizza, alle bruschette, agli spaghetti, alle salse, agli intingoli a base di pesce e a mille altre ricette.

Il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio viene apprezzato sul mercato sia allo stato fresco, che nella tipica forma conservata “al Piennolo”, oppure anche come conserva in vetro, secondo un’antica ricetta familiare dell’area, denominata “Pacchetella”. L’area tipica di produzione e conservazione del Pomodorino del Piennolo coincide con il territorio del Parco Nazionale del Vesuvio.

Il Pomodorino è ricco di Vitamina A e C, di cui sono noti da tempo gli effetti anticancerogeni, di sali minerali quali Calcio, Fosforo e Potassio, indispensabili per il corretto funzionamento del cuore e dei muscoli, e di Licopene, che esercita nell’organismo un’azione antiossidante, stimolando la produzione di enzimi che bloccano l’azione cancerogena dei radicali liberi.

Napoli in Progress

Liquore al bergamotto

liquore al bergamotto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Liquore al bergamotto

Il bergamotto è un agrume la cui storia affonda le sue radici nella mia terra d’origine, la Calabria; e io, da buon calabrese, ne conosco da tempo usi e proprietà.

Quest’anno ho avuto in regalo da un amico dei frutti freschi di questo agrume e così son riuscito a preparare il liquore al bergamotto. Continua a leggere

‘O PESCE CASTAGNA

pesce castagna

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

‘O PESCE CASTAGNA

 

O’pesce castagna ‘e assai accanosciuto ‘a Costiera Amalfitana , saporito assai e carnuso carnuso .

Nu ve sbagliate co pesce porco . M’arraccummanne facitavelle sgamà ‘a pescheria , pe sgaglie soj ce vò oglio ‘e puzo a damigiane .

‘A carna soj e delicata delicata nun’ a’dda cocere assai ca si nnò addiventa stopposa .

Mo dopp’e raccomandazioni jamm’annanza ca ricetta . Continua a leggere