Antichi mestieri napolitani: pizzaiuolo

9O pizzajuoloAi??era il venditore di pizze.
Questo mestiere A? molto antico e nasce ben prima della pizza cosAi?? come A? conosciuta oggi. Infatti, in origine, con la parola pizza si identificava semplicemente una pasta di frumento senza lievito, condita con olio, formaggi, acciughe e, successivamente, anche pomodori. Il piazzaiolo, quindi, cucinava la pietanza in un forno a legna e le vendeva a chi passava dalla sua bottega. Inoltre, chi era cosAi?? fortunato da disporre di un locale piA? grande, riusciva anche a creare una sala in cui far accomodare i clienti. Continua a leggere

Antichi mestieri napolitani: il mellunaro

mellonaro‘O mellunaroAi??era il venditore di meloni e cocomeri.
Si trattava naturalmente di un venditore ambulante che girovagava per le vie della cittAi?? con un carretto trainato da un asino, sul quale riponeva la sua merce. Quando si avvicinava un acquirente,Ai??‘o mellunaroAi??estraeva un piccolo cono dal frutto come “prova” per mostrare al cliente la bontAi?? e la maturazione del frutto scelto. Oltre ai cocomeri, c’era anche chi vendeva meloni bianchi (in dialettoAi??‘e mellune ‘e pane) di varia natura e meloni verdi, che erano da conservare appesi ad una rete per il periodo natalizio. Continua a leggere

Antichi mestieri di Napoli A-M

Non per tutti i mestieri antichi presenti nel Regno di Napoli A? possibile rintracciare immagini e descrizioni dettagliate, ne riporto pertanto di seguito un elenco in ordine alfabetico.

Accimatore: O ‘ccimatoreAi??(l’accimatore) era colui che rifiniva e riparava i fregi dei tessuti.

Acconciapiatti:Ai??O ‘cconciapiattiAi??era un artigiano che, girando casa per casa, aggiustava i piatti rotti.
Fino agli anni ’50 e ’60 del XX secolo, i piatti erano un bene molto costoso e che quindi, soprattutto nelle famiglie meno abbienti, doveva durare una vita. CosAi??, nel momento in cui se ne rompeva uno, arrivava in soccorsoAi??‘o ‘cconciapiatti. Girava di casa in casa con i suoi ferri del mestiere costituiti solamente da una pinza, del fil di ferro, del gesso e un rudimentale, ma efficace trapano a corda. Con quest’ultimo forava i cocci e, con fil di ferro e gesso applicava la sutura in modo che il piatto potesse essere riutilizzato (almeno finchA? il tutto reggeva). Col passare del tempo, oltre a tegami e piatti, il lavoro dell’acconciapiattiAi??si allargA? anche a vetri di orologi, orecchini e ombrelli. Continua a leggere

Antichi mestieri napolitani: il maccarunaro

38818b05b119b28391ea52d‘O maccarunaroAi??era il venditore di maccheroni o, piA? in generale, di pasta cotta.
Questo mestiere nacque giAi?? nel XV secolo quando a Napoli si cominciA? a realizzare questo nuovo tipo di pasta (grazie all’uso di uno stampo, dettotrafilaAi??oAi??‘ngegno) che, por molti anni, rimase produzione esclusiva della cittAi?? partenopea e dei paesi circostanti, come Gragnano e la penisola sorrentina. IlAi??maccarunaroAi??vendeva maccheroni caldi, che cuoceva nel suo chiosco in una grande fornace, i quali venivano poi conditi con vari formaggi, olio e sale (il pomodoro fu introdotto solo in un secondo momento). Continua a leggere

Antichi mestieri napolitani: impagliasegge

impagliasegge‘A ‘mpagliaseggeAi??(di solito era una donna), era colei che rifaceva e riparava l’imbottitura delle sedie.
Girava per i vicoli della cittAi?? richiamando l’attenzione dei cittadini e, chi ne aveva bisogno, la chiamava in casa. Quando il danno non era grave, riusciva a rimediare al danno con i propri strumenti, altrimenti si rivolgeva ad un falegname (masterascio) che rinforzava la struttura della sedia. Continua a leggere

Antichi mestieri napolitani: il franfeliccaro

muller_franfelliccaro‘O franfellicaroAi??era il venditore di bastoncini zucchero caramellato.
Il suo nome deriva dagli stessi prodotti che commerciava che, in dialetto, erano dettiAi??franfellicche. Venivano preparati con la melassa che veniva scaldata fino a renderla densa e, poi, versata su di una lastra di marmo preventivamente unto con un po’ d’olio per evitare che il composto si attaccasse. Continua a leggere

Antichi mestieri napolitani: castagnaro

normal_O__Castagnaro_1902‘O castagnaroAi??era il venditore di castagne.
Commerciava castagne cucinate in vario modo, e svolgeva la sua attivitAi?? come ambulante o in un posto fisso. Di solito lo si poteva trovare accanto alle cantine visto che le caldarroste (‘e verole) andavano a nozze con il vino. A volte, era possibile vederlo anche di mattina presto; in tal caso vendeva le cosiddetteAi??AllesseAi??eAi??PalluotteleAi??(oAi??Vallene), cioA? delle castagne lesse in brodo, con alloro sale e semi di finocchio, il tutto in un grande calderone scaldata da carboni ardenti. La differenza tra i vari tipi, era che le “Allesse” venivano sbucciate prima della cottura, mentre le “Palluottole” finivano nel brodo con tutta la buccia. Continua a leggere

Antichi mestieri napolitani: caraffaro

‘O carrafaroAi??era il venditore di caraffe e bicchieri, anche se in alcune paesi di provincia, con lo stesso nome veniva identificato colui che riparava le botti che, invece, a Napoli era dettoAi??vuttaro.
Il nome deriva dallai??i??arabo garrAi??fa, che indicava una bottiglia dalla pancia larga. Con la stessa denominazione, inoltre, a Napoli si indicava anche unai??i??unitAi?? di misura per i liquidi, corrispondente a 0,727 litri.

Antichi mestieri napolitani: il cafettiere

debourcard-caffe-grande‘O cafettiereAi??era il venditore di caffA?.
Si aggirava per le vie della cittAi?? alla sera, quando bar e caffetterie erano ormai chiuse, ma la cittAi?? era comunque frequentata da chi lavorava nei teatri o nei cinema, da chi si alzava troppo presto al mattino, ecc… I suoi “attrezzi” da lavoro erano un recipiente in cui tenere il caffA?, dei bicchierini, zucchero e, a volte, anche dei liquori per la correzione. Continua a leggere