Antichi mestieri di Napoli: il saponaro

saponaroQuello del saponaro è un antico mestiere napoletano, oggi estinto ma la cui tradizione risale al ‘400 grazie ai monaci Olivetani, i quali per comprare i mobili per il loro convento sito a Monteoliveto, davano come compenso il sapone da loro prodotto, ai falegnami. Il loro sapone era di elevatissima qualità, simile al sapone di Marsiglia, utilizzabile sia per la pulizia del corpo che per la casa e quindi lo scambio era sempre a favore dei falegnami che poi si rivendevano il sapone elevando maggiormente il loro profitto. Continua a leggere

Storia delle carte da gioco napoletane

200140-272929-Immagine1Le carte da gioco, oggi riconosciute come oggetto di svago e divertimento, in origine avevano un ruolo fondamentale nell’economia del paese.

Suddivise quasi a carattere regionale, si può parlare di carte romagnole, trevisane, piemontesi, triestine, viterbesi, sarde, trentine e napoletane, le ultime più conosciute e più usate. Continua a leggere

Sud e magia: la notte di San Giovanni

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Credenze, usanze e riti fanno da cornice a quella che in tutto il sud Italia viene ritenuta la notte più magica dell’anno, la notte di San Giovanni a cavallo tra il 23 e il 24 giugno. In questa notte avvolta da misteri e leggende secolari danzano insieme magia ed energie divinatorie che si intrecciano e si fondono, dando vita ad una vasta e affascinante cultura popolare ricca di riti, strane credenze e bizzarre abitudini.

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IL VIAGRA “NAPOLETANO” ……una storia mai raccontata.

Solfatara di Pozzuoli e  sue fumarole

IL VIAGRA “NAPOLETANO” ……una storia mai raccontata.

Scavando nella storia Napoletana è ormai mia consuetudine trovare per deliziare i lettori di alcune novità che attestino quanto i nostri antenati seppero distinguersi in ogni settore, malgrado la ormai arcinota vulgata risorgimentalista che ci ha voluto “poveri e pazzi”. Anche all’indomani dell’Unità d’ Italia quando ormai ai meridionali fu vietato di intraprendere dalla nuova Italia, vi fu ancora qualcuno che con coraggio seppe distinguersi. Continua a leggere

Superstizione

Essere superstiziosi non è un atteggiamento tipico solo a Napoli. Esso affonda le sue radici in un passato ben più antico. I greci chiamavano la iettatura alexiana, i Romani fascinum. Nessuno però, eccetto i napoletani, aveva dato un volto a colui che portava sfortuna, lo iettatore.  Vestito nero, naso adunco, il collo lungo e l’ espressione malinconica sono il perfetto ritratto dello iettatore che, augurandosi il male altrui, è per definizione pessimista ed invidioso.  Continua a leggere

Antichi mestieri di Napoli N-Z

Nevajola: ‘A nevajola era la venditrice di neve ghiacciata.
Il lavoro di questa figura cominciava in inverno, durante il quale raccoglieva la neve che cadeva sul Vesuvio o sul monte Faito e la riponeva in alcune grotte sotterranee (dette nevere). Successivamente, con la bella stagione, riforniva gli acquafrescai di ghiaccio in modo che questi ultimo potessero mantenere freddi i prodotti che vendevano. Continua a leggere

Antichi mestieri napolitani: pizzaiuolo

9O pizzajuolo era il venditore di pizze.
Questo mestiere è molto antico e nasce ben prima della pizza così come è conosciuta oggi. Infatti, in origine, con la parola pizza si identificava semplicemente una pasta di frumento senza lievito, condita con olio, formaggi, acciughe e, successivamente, anche pomodori. Il piazzaiolo, quindi, cucinava la pietanza in un forno a legna e le vendeva a chi passava dalla sua bottega. Inoltre, chi era così fortunato da disporre di un locale più grande, riusciva anche a creare una sala in cui far accomodare i clienti. Continua a leggere