Altro che Austria, l’aggressione Cavour la fece a noi delle Due Sicilie

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Altro che Austria, l’aggressione Cavour la fece a noi delle Due Sicilie

Di Fiore Marro

Caserta 27 settembre

A pagare le conseguenze dell’invasione “fraterna” dei tosco –padani al soldo dei Savoia e su indicazione del “Grande Tessitore”  oggi sarebbe indicato come faccendiere, quel famoso Camillo Benso di Cavour. Continua a leggere

La Nunziatella: orgoglio delle Due Sicilie

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La Nunziatella: da orgoglio delle Due Sicilie alla decadenza dopo l’Unità d’Italia

Di Antonio Gaito

Napoli 16 dicembre 2017

La seconda metà del Settecento fu un periodo particolarmente positivo per Napoli che nel 1734, grazie all’avvento di Carlo di Borbone, aveva riacquistato la dignità di capitale di uno Stato autonomo ed indipendente. Notevoli erano i simboli di sviluppo ed avanzata risultava la sua civiltà.

Coerentemente a quello che era la situazione nei paesi più progrediti d’Europa, anche nel Regno di Napoli si vollero formare e disciplinare i soldati secondo le più moderne norme militari. Fulgido orgoglio della corona era certamente la Real Accademia Militare.

 

A differenza di quanto si è soliti credere la “Nunziatella” non fu una realizzazione ex novo, ma in realtà essa era la risultate dell’ennesima riforma delle già esistenti Accademie Militari d’Artiglieria e del Genio che erano state istituite nel 1745. Queste due compagini nel 1769 vennero fuse nella Real Accademia Militare per l’appunto. Il 18 novembre 1787 la nuova Accademia, ubicata nell’ex noviziato dei Gesuiti della Nunziatella a Pizzofalcone, diede inizio ai suoi corsi.

La breve stagione della Repubblica napoletana vide la Nunziatella svolgere un ruolo di prim’ordine. Dalle sue fila, infatti, provenne il Presidente della Repubblica Carlo Lauberg. Sempre nel 1799, inoltre, molti allievi furono arruolati per contrastare Ruffo di Calabria nel suo intento di riconquistare il Regno. Al ritorno di Ferdinando IV l’accademia visse una stagione negativa a causa del suo eccessivo entusiasmo verso le idee giacobine. Solo con l’avvento dei Napoleonidi venne ufficialmente riaperta col nome di “Scuole Politecnico-Militari”.

Dopo la seconda restaurazione borbonica i provvedimenti positivi presi durante il Decennio vennero mantenuti, ma, nonostante la benevolenza dell’ormai vecchio Ferdinando IV, l’accademia ricadde nell’errore di abbracciare le idee carbonare durante i moti del 1820-21. Superata la crisi, l’epurazione questa volta fu molto significativa. Le nuove riforme sancirono l’inizio del momento migliore dell’accademia che durò fino al nuovo sisma politico del 1848.

Ferdinando II, sentitosi ferito dal questo tradimento, decise di trasferirla in Terra di Lavoro, a Maddaloni per 4 anni dal 1855 al 1859. Rientrata a Napoli per volontà di Francesco II, anche la Nunziatella conobbe il dramma degli eventi del 1860-61 che determinarono la caduta del RegnoCon l’Unità d’Italia iniziò il suo periodo peggiore, i Savoia infatti la ritennero un’istituzione fortemente filoborbonica e ne ridimensionarono l’importanza. Col provvedimento del 19 ottobre 1894, infatti, la Nunziatella venne equiparata agli Istituti tecnici.

 

Ai tempi della Grande Guerra molti allievi del Collegio partirono per il fronte, fra loro anche Amedeo di Savoia Aosta. Durante la seconda guerra mondiale, a causa dei bombardamenti su Napoli, l’istituto venne trasferito a Benevento.

La Nunziatella era stata la scuola di formazione per Vittorio Emanuele III e Amedeo d’Aosta e dunque, terminata la guerra, venne vista come espressione del regime sabaudo e fascista. Per poco, a causa di questo motivo, non chiuse ma ad un prezzo molto alto. L’istituto fu, infatti, declassato a liceo-convitto civile, ma i corsi ripresero a Napoli il 1° febbraio 1944. Nonostante le limitazioni gli allievi hanno continuato a ricoprire ruoli di prim’ordine nella vita militare del paese ed ancora oggi l’accademia eccelle nei suoi corsi finalizzati alla carriera militare.

Sito di riferimento: http://www.vesuviolive.it/cultura-napoletana/storia/229077-la-nunziatella-orgoglio-delle-due-sicilie-alla-decadenza-lunita-ditalia/

Giovanni Gabriele un eroico Ufficiale Borbonico caduto nella battaglia contro i ai???garibaldiniai???

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Stralcio dell’atto di nascita di Giovanni, Liberato, Ferdinando GABRIELE;

 

Giovanni Gabriele un eroico Ufficiale Borbonico caduto nella battaglia contro i ai???garibaldiniai???

4 luglio 2017, di Geremia ManciniAi??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??

Giovanni, Liberato, Ferdinando GABRIELE nacque, il 1 febbraio del 1838, a Pescara da Don Giuseppe (allai??i??epoca primo tenente del Genio) e da Donna Colomba Betti. Continua a leggere

Omaggio al Soldato Borbonico – “O Surdato e Gaeta”

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L’intervento di Chiara Foti presso la chiesa di San Lorenzo Maggiore di Napoli.Ai??

 

Omaggio al Soldato Borbonico – “O Surdato e Gaeta”.Ai??

Napoli Ai??19 dicembre 2016

Saluti di Chiara Fori segretario nazione Comitati Due Sicilie in occasione dellai??i??evento ai??? Surdato e Gaetaai???

Presso chiesa di San Lorenzo Maggiore Continua a leggere

Generale Francesco Gaetano Traversa

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Generale Francesco Gaetano Traversa

(Bitonto, 30 luglio 1787 ai??i?? Gaeta, 5 febbraio 1861)

Nacque, terzo di sei maschi, da Giovan Battista Traversa e da Cherubina Damiani di facoltosa famiglia patrizia. Nel 1804 entrA? nella Real Accademia Militare della Nunziatella di Napoli, da dove uscAi?? il 4 aprile 1808 con il grado di secondo tenente del Corpo del genio. Dal 1808 al 1810 fu impiegato come ufficiale di dettaglio prima alla sottodirezione di Napoli e poi delle “piazze eventuali” di Palermo, Lagonegro, San Lorenzo, Padula e Palinuro. Continua a leggere

FRA DIAVOLO SULLA SPIAGGIA DI ARIENZO

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Fra Diavolo al secolo Michele Pezza

FRA DIAVOLO SULLA SPIAGGIA DI ARIENZO
Una ricca fonte per la CONOSCENZA di episodi minuti della Storia della Costiera Amalfitana dellai??i??800, A? la ai???Cronaca ai???di Antonio Stassano, possidente di Campagna ed Ufficiale delle Guardie civiche, che nelle sue minuziose NOTE militari ci racconta gli ultimi giorni di libertAi?? del brigante Michele Pezza da Itri, alias FrAi?? Diavolo. Continua a leggere

Gennaro Fergola

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EROI BORBONICI: Gen. Gennaro Fergola

Gennaro Fergola (1793 ai??i?? 1870) A? stato un generale dell’esercito del Regno delle Due Sicilie. Facente parte di una famigliaAi??di scienziati e artisti, tra cui ricordiamo i pittori Luigi Fergola e Salvatore Fergola ed il matematico Nicola Fergola. A prosecuzione della tradizione di famiglia, il figlio di Gennaro, Emanuele Fergola divenne un noto matematico ed astronomo. Gennaro Fergola fu allievo esterno del Collegio Militare della Nunziatella dove il 5 gennaio 1814 ottenne la nomina a secondo tenente dell’arma di artiglieria. (Non compiva ancora il quarto lustro , quando nel mese di Decembre 1813 subiva esame come alunno esterno del Real Collegio Politecnico della Nunziatella, ove finito suoi studi scentifici, li 5 Gennaio 1814 usciva all’Esercito nell’arma di Artiglieria col grado di Alunno Sottotenente, e cominciava la sua carriera Militare nella Campagna del 1815, e nell’assedio di Ancona dall’anno stesso). Entrato in servizio attivo, partecipA? nel 1815 alla Campagna d’Italia e alla difesa della fortezza di Ancona al comando del generale De Montemayor. In seguito alla restaurazione di Ferdinando I Continua a leggere

Luigi Corsi

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Figlio di un colonnello di cavalleria, nel 1821 era sottotenente di artiglieria partecipando alle vicende di quell’anno.

Nel 1829 era primo tenente e dopo un periodo di esperienza al neo nato stabilimento di Torre Annunziata venne scelto dal re Ferdinando II nel 1837 per dirigere una officina situata nello stesso palazzo reale dove furono costruite le prime macchine a vapore. Il laboratorio ebbe una grande richiesta di lavori tanto che Carlo Filangieri decise di fare costruire un apposito stabilimento alle falde del Vesuvio, l’opificio di Pietrarsa. Continua a leggere

Il Soldato Napoletano

 

il soldato napoletano

di Mario Montalto

Premessa

“Audiatur et altera pars”

Dei soldati delle Due Sicilie si A? parlato poco e, nella maggior parte dei casi, con tono beffardo o diAi??sprezzante sufficienza, alimentando cosAi?? la novellistica sull’ai???esercito di Franceschielloai???.

Chi non ricorda le numerose barzellette di cui erano oggetto i soldati napoletani? Quella che siAi??riferisce al vario grado di marzialitAi?? che la truppa doveva assumere durante le sfilate: “Facite aAi??faccia feroce!”; un po’ piA? avanti: “Facite a faccia cchiA? feroce!”; poco prima di passare davanti alleAi??autoritAi??: “Facite a faccia ferocissima!”; subito dopo: “Facite a faccia e’ fessi”. E quel soldato che,Ai??durante la battaglia, chiede al suo capitano: “CapitAi?? fuimme?” e si sente rispondere dal suoAi??comandante: “Aspettate l’ordine!”. E l’altra secondo cui, quando dovevano fare addestramentoAi??formale, non riuscendo le reclute a distinguere il piede destro da quello sinistro, si legava su uno diAi??essi un pennacchietto e poi l’ordine di marciare veniva cosAi?? scandito: “C’u pilo e senz’u pilo c’u piloAi??e senz’u pilo”. CosAi?? come l’allineamento, a destra e a sinistra, diventava: “Allineamento ‘ncoppa aAi??panza ‘e don Ciccillo!”. Continua a leggere