Omaggio al Soldato Borbonico – “O Surdato e Gaeta”

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L’intervento di Chiara Foti presso la chiesa di San Lorenzo Maggiore di Napoli. 

 

Omaggio al Soldato Borbonico – “O Surdato e Gaeta”. 

Napoli  19 dicembre 2016

Saluti di Chiara Fori segretario nazione Comitati Due Sicilie in occasione dell’evento “ Surdato e Gaeta”

Presso chiesa di San Lorenzo Maggiore Continua a leggere

Generale Francesco Gaetano Traversa

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Generale Francesco Gaetano Traversa

(Bitonto, 30 luglio 1787 – Gaeta, 5 febbraio 1861)

Nacque, terzo di sei maschi, da Giovan Battista Traversa e da Cherubina Damiani di facoltosa famiglia patrizia. Nel 1804 entrò nella Real Accademia Militare della Nunziatella di Napoli, da dove uscì il 4 aprile 1808 con il grado di secondo tenente del Corpo del genio. Dal 1808 al 1810 fu impiegato come ufficiale di dettaglio prima alla sottodirezione di Napoli e poi delle “piazze eventuali” di Palermo, Lagonegro, San Lorenzo, Padula e Palinuro. Continua a leggere

FRA DIAVOLO SULLA SPIAGGIA DI ARIENZO

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Fra Diavolo al secolo Michele Pezza

FRA DIAVOLO SULLA SPIAGGIA DI ARIENZO
Una ricca fonte per la CONOSCENZA di episodi minuti della Storia della Costiera Amalfitana dell’800, è la “Cronaca ”di Antonio Stassano, possidente di Campagna ed Ufficiale delle Guardie civiche, che nelle sue minuziose NOTE militari ci racconta gli ultimi giorni di libertà del brigante Michele Pezza da Itri, alias Frà Diavolo. Continua a leggere

Gennaro Fergola

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EROI BORBONICI: Gen. Gennaro Fergola

Gennaro Fergola (1793 – 1870) è stato un generale dell’esercito del Regno delle Due Sicilie. Facente parte di una famiglia di scienziati e artisti, tra cui ricordiamo i pittori Luigi Fergola e Salvatore Fergola ed il matematico Nicola Fergola. A prosecuzione della tradizione di famiglia, il figlio di Gennaro, Emanuele Fergola divenne un noto matematico ed astronomo. Gennaro Fergola fu allievo esterno del Collegio Militare della Nunziatella dove il 5 gennaio 1814 ottenne la nomina a secondo tenente dell’arma di artiglieria. (Non compiva ancora il quarto lustro , quando nel mese di Decembre 1813 subiva esame come alunno esterno del Real Collegio Politecnico della Nunziatella, ove finito suoi studi scentifici, li 5 Gennaio 1814 usciva all’Esercito nell’arma di Artiglieria col grado di Alunno Sottotenente, e cominciava la sua carriera Militare nella Campagna del 1815, e nell’assedio di Ancona dall’anno stesso). Entrato in servizio attivo, partecipò nel 1815 alla Campagna d’Italia e alla difesa della fortezza di Ancona al comando del generale De Montemayor. In seguito alla restaurazione di Ferdinando I Continua a leggere

Luigi Corsi

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Figlio di un colonnello di cavalleria, nel 1821 era sottotenente di artiglieria partecipando alle vicende di quell’anno.

Nel 1829 era primo tenente e dopo un periodo di esperienza al neo nato stabilimento di Torre Annunziata venne scelto dal re Ferdinando II nel 1837 per dirigere una officina situata nello stesso palazzo reale dove furono costruite le prime macchine a vapore. Il laboratorio ebbe una grande richiesta di lavori tanto che Carlo Filangieri decise di fare costruire un apposito stabilimento alle falde del Vesuvio, l’opificio di Pietrarsa. Continua a leggere

Il Soldato Napoletano

 

il soldato napoletano

di Mario Montalto

Premessa

“Audiatur et altera pars”

Dei soldati delle Due Sicilie si è parlato poco e, nella maggior parte dei casi, con tono beffardo o di sprezzante sufficienza, alimentando così la novellistica sull’“esercito di Franceschiello”.

Chi non ricorda le numerose barzellette di cui erano oggetto i soldati napoletani? Quella che si riferisce al vario grado di marzialità che la truppa doveva assumere durante le sfilate: “Facite a faccia feroce!”; un po’ più avanti: “Facite a faccia cchiù feroce!”; poco prima di passare davanti alle autorità: “Facite a faccia ferocissima!”; subito dopo: “Facite a faccia e’ fessi”. E quel soldato che, durante la battaglia, chiede al suo capitano: “Capità fuimme?” e si sente rispondere dal suo comandante: “Aspettate l’ordine!”. E l’altra secondo cui, quando dovevano fare addestramento formale, non riuscendo le reclute a distinguere il piede destro da quello sinistro, si legava su uno di essi un pennacchietto e poi l’ordine di marciare veniva così scandito: “C’u pilo e senz’u pilo c’u pilo e senz’u pilo”. Così come l’allineamento, a destra e a sinistra, diventava: “Allineamento ‘ncoppa a panza ‘e don Ciccillo!”. Continua a leggere

Gennaro Marulli

Gennaro Marulli

Generale

(Napoli, 16.3.1808 – Napoli, 25.12.1880)

Era figlio del generale Don Trojano, conte del S.R.I., nobile di Barletta e di Bologna, patrizio di Firenze e di Donna Maria Marulli dei conti di Casamassima, appartenente ad un altro ramo della sua stessa famiglia.

Suo fratello era il famoso avvocato e scrittore Don Giacomo, che il Re Ferdinando chiamava affettuosamente – ma non senza una nota di biasimo – “Don Giacomo paglietta”. Infatti le categorie umane che Don Ferdinando amava di meno al mondo, dopo i liberali, erano proprio gli avvocati, che lui chiamava pagliette, e i pubblicisti, che definiva, con ironico disprezzo, pennaruli. Continua a leggere

Pietro De Francesco

A cura di Fiore Marro

Pietro  De Francesco

Palermo 10/6/1806

Maggiore

Volontario nei reggimenti della guardia a sedici anni beneficiò dell’acquisto del grado di alfiere in un reggimento siciliano nel 1827.

Fu l’unico ufficiale superiore del reggimento Regina  a comportarsi degnamente nel 1860.

Nel 1848 in Sicilia si era ben distinto al comando di una compagnia del 5° cacciatori ed aveva avuto la ricompensa al merito di S. Giorgio . Continua a leggere

Pietro Sarria

A cura di Fiore Marro

Pietro Sarria

Napoli 31/1/1823

Capitano

Figlio del colonnello di fanteria Filippo Sarria, era stato promosso alfiere per grazia nel febbraio del 1848, dopo avere percorso i gradi subalterni.

Nel 1854 passò allo stato maggiore dell’esercito .

Nel 1859 aveva servito nello stato maggiore del generale Pianell e fu l’unico, di quegli ufficiali, con il capitano Cava a non disertare raggiungendo il Volturno. Continua a leggere