La pipa calabrese – artigianato di Vibo Valentia

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La pipa calabrese – artigianato di Vibo Valentia

Caserta 13 aprile 2016

Nell’area di Vibo Valentia, artigiani che si ispirano ad una tradizione veramente antica realizzano un oggetto che si vede di rado ma fa ancora la differenza: la pipa.

Per la materia prima ci pensano i boschi calabresi. Le pipe migliori sono in radica di noce, si usa infatti una protuberanza della radice della pianta Erica Arborea detta “ciocco”. Il “ciocco”, prima di essere utilizzato, viene fatto stagionare almeno due anni (anche se ho sentito dire che ci sono artigiani che usano radica di nove e più anni).

Grazie agli innumerevoli ed estesi boschi, e ad un’ingente produzione di legno pregiato, la Calabria e nello specifico paesi come Brognaturo in provincia di Vibo Valentia, può fregiarsi di un’apprezzata produzione di pipe a livello internazionale, ed utilizzate da vari personaggi famosi, tra cui l’ex Presidente della Repubblica Sandro Pertini.

Per realizzare le pipe, si usa una particolare radice chiamata “ciocco”, che prima di essere lavorata e levigata, viene stagionata per almeno due anni, e tutto ciò servirà a conferire al tabacco un particolare e tipico gusto.

La produzione delle pipe ha origini molto antiche, comporta un lavoro molto delicato, ma allo stesso tempo affascinante che si tramanda di generazioni in generazioni.

Quella delle pipe è una tradizione che pone l’artigianato calabrese ai primi posti nei mercati internazionali. Oltretutto è molto frequente trovare, nelle vetrine dei grandi collezionisti ed estimatori una splendida pipa calabrese.

Questa lunga stagionatura infonde al tabacco un gusto particolare ed unico. Per la precisione il “ciocco” calabrese ha basso contenuto di tannini, che sono i principali responsabili del sapore aspro ed amaro che si percepisce fumando certe pipe. Per questo motivo la pipa calabrese dà un sapore al tabacco che nessun’altra pipa riesce a dare.

Il processo è un’esplosione di tradizioni e sapienza artigianale: presa la radica, sosta un po’ in cantine scavate nello scoglio, ancora bagnata viene lavorata con la lama di una sega circolare scoprendo la parte corticale, con le venature ben visibili.

Quindi si procede ad un’accurata selezione dei pezzi più nobili che vengono trasferiti in una caldaia di rame per la bollitura che dura oltre ventiquattro ore di fila.

Quando ormai la bollitura è terminata ed il tutto si raffredda, gli abbozzi vengono posti in degli scaffali per la stagionatura.

Le pipe calabresi risultano al primo posto nelle collezioni degli amatori e ricercatori più illustri, sia per le loro qualità funzionali che estetiche. Nelle vetrine dei negozi più famosi del mondo vengono esposte come elemento di grande distinzione, raffinatezza ed eleganza.

Il significato dei luoghi nel presepe napoletano

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Il tesoro più prezioso al mondo, a Napoli è il meno visitato

di Chiara Foti, Napoli 18 settembre 2014

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Quando parlo di peso, intendo proprio una sensazione fisica, che si percepisce guardando tanta opulenza, infatti, la mitra pesa 18 chili. Continua a leggere

La Hollywood Napoletana: Il VOMERO

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Nicotera 5 settembre 2014

Ed ancora una storia taciuta legata alla città di Napoli. Pochi sanno infatti che il Vomero era la “Cinecittà di Napoli”, visto che agli inizi del novecento proprio nel quartiere collinare si trovavano due stabilimenti di produzione cinematografica, la “Partenope film” fondata nel 1910 da Roberto Troncone in via Solimena e la “ Lombardo Film” – rilevata da Gustavo Lombardo e da cui sarebbe poi nata la “Titanus” – in via Cimarosa 186. Continua a leggere

Genova e Napoli unite sotto San Giorgio

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La fratellanza calcistica, infatti, è solo uno dei tantissimi incontri fra la civiltà genovese e quella napoletana, che spesso hanno mischiato le storie dei carruggi genovesi a quelle dei vicarielli di Spaccanapoli. Continua a leggere

Pulcinella, l’anima di Napoli

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Racconti napoletani: Il diavolo di Mergellina

8057361292_11ecf05b28_zVicino al ridente mare di Mergellina, sorge una chiesetta chiamata “S. Maria del Parto”, questa chiesa custodisce le spoglie dell’illustre Jacopo Sannazaro, ma ciò che più di tutto la rende famosa è un dipinto, posto vicino all’ingresso sul lato destro. Vì è rappresentato il trionfo di S. Michele Arcangelo sul Diavolo, solo che in questo caso l’orrido corpo a due code e coperto di pelo dell’angelo ribelle, presenta un volto angelico di fanciulla. Continua a leggere

Origini del carretto siciliano

196515_10151355522914505_1321675915_nNel settecento i nobili di allora amavano viaggiare con le loro carrozze finemente decorate, da qui a suggerire l’idea cento anni dopo, quello di decorare i carretti da lavoro per quelli che: una carrozza non potevano permettersela.
…Un secolo dopo perchè allora non esistevano le strade transitabili con un carro ma semplici mulattiere dove si usavano dei muli per trasportare i vari materiali e derrate. Continua a leggere