CARNEVALE BORBONICO

parlamento carnevale

CARNEVALE BORBONICO

Rievocazione del carnevale della corte napoletana di Carlo di Borbone

Presso Villa Domi  Salita Scudillo 19/a Napoli

con il Patrocinio del Parlamento delle De Sicilie

Il carnevale nella corte napoletana di Carlo di Borbone era forse la festa più attesa da tutta la popolazione. Nel 1737 infatti l’intera società partenopea decise di organizzare un carnevale che potesse rimanere nella memoria storica per il suo sfarzo,la sua eccentricità ed il suo rigoroso divertimento. Carlo di Borbone in quel tempo non era ancora sposato e dunque ai festeggiamenti soliti furono aggiunti anche quelli dell’addio al celibato, per questo motivo il carnevale napoletano del 1737 fu prolungato per giorni e giorni fino al 22 febbraio.

i nobili napoletani amavano il Carnevale, organizzando eleganti feste in maschera nei più bei palazzi della città di Napoli

la settecentesca Villa Domi un tempo villa “La Fiorita”: in uno scenario di rara bellezza in cui aleggia l’antico splendore di un tempo, testimonia il passaggio di grandi artisti come Mozart, Celeste Coltellini e ancora Francesco Ierace che, con le sue opere ha impreziosito gran parte dei saloni e dei giardini ancora oggi meta di turisti alla ricerca di opere d’arte un po’ nascoste.

Villa Domi è perciò oggi destinata ad accogliere eventi di grande prestigio, a cui sicuramente apporterà il fascino dell’indimenticabile

Il fascino storico, unito al panorama mozzafiato, rendono questa struttura una location esclusiva.

Partner dell’Evento:

Movimento Neoborbonico

Comitati Due Sicilie

Ass.Cult. Revocatori Storici

Napoli Capitale

Ingresso solo su invito  h.21.30

Dress obbligatorio Abito d’epoca 1400/1800 donna/uomo.

In alternativa: abito scuro e mascherina per l’uomo, abito lungo da sera e mascherina per la donna. E’gradita l’aggiunta di Accessorio Borbonico al proprio outfit.

Note d’epoca con il violino di Lollo e la Mandola di Domenico

♛ special guest Sasà di Palma

Djset Giancarlo Cavallo

Ph Mina Fiore

carnevale borbonico

Intervista per il giornale Roma a Cosimo De Gioia ingegnere meccanico con le Due Sicilie nel cuore

de gioia a colori

Intervista per il giornale Roma a Cosimo De Gioia ingegnere meccanico con le Due Sicilie nel cuore

“ In realtà la Meccanica è prima di tutto una sapienza che accompagna l’uomo dall’invenzione della ruota alla costruzione dei missili che mandano le sonde spaziali su Marte.”

La Meccanica è prima di tutto una sapienza che accompagna l’uomo dall’invenzione della ruota alla costruzione dei missili che mandano le sonde spaziali su Marte

Cosimo de Gioia, generazione anni ’60, ingegnere meccanico, socio fondatore di Comitati  delle Due Sicilie, cavaliere dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, docente delle materie tecniche di un master per Traduttori tecnici di lingua inglese, scrittore, meridionalista, storico, presenterà  nel corso del raduno di Gaeta  il suo libro “Discorsi Duosiciliani”.

Anzitutto volevo ringraziarti per il contributo che dai al nostro movimento e anche per l’attenzione che hai al lavoro del sottoscritto, citando i miei scritti nelle tue pagine. Ma voltiamo pagina.

D) Sei un ingegnere meccanico, con tesi sperimentale Robotica: nell’immaginario popolare non c’è nulla di più lontano dalla ricerca storica. Qual è allora l’input che ti ha fatto deviare dai tuoi interessi culturali e di studio? Da cosa nasce l’interesse per la storia, in particolare per la contro storia delle Due Sicilie?

R) La Meccanica oggi viene presentata come una materia tecnica al pari di altre. In realtà la Meccanica è prima di tutto una sapienza che accompagna l’uomo dall’invenzione della ruota alla costruzione dei missili che mandano le sonde spaziali su Marte. Dunque la Meccanica è lo studio dell’avventura umana e quindi non è disgiungibile dalla speculazione del mondo sia negli aspetti fisici che umanistici. Persino nella Bibbia si parla del moto dei corpi e quindi di Meccanica, secondo le approfondite letture di Sant’Agostino, Newton e molti altri grandi della storia. Dunque l’interesse per la storia forse non è una deviazione rispetto alla mia formazione scolastica. Poi nel mio caso, questo interesse è del tutto naturale perché ho sempre fatto parte di associazioni culturali di storia. Penso sia dovere di ognuno documentarsi personalmente sulla propria storia: non si può demandare a istituzioni scolastiche che hanno politiche di indottrinamento dalle quali talvolta è più opportuno liberarsi. Secondo l’indottrinamento scolastico, per esempio, Newton avrebbe scoperto le leggi del moto quando, seduto all’ombra di un melo, un frutto maturo si staccò dall’albero e gli cadde in testa: il moto della mela fornì allo scienziato la grande intuizione. Questa è una tesi illuminista avente lo scopo di disconoscere l’enorme importanza degli autori antichi consultati da Newton nelle sue ricerche; fu dunque una tesi che tagliava i ponti con ciò che non era funzionale all’affermazione delle idee illuministe: la Bibbia, il Libro dei Sogni dell’arabo Acmet, le opere dei matematici dell’antico Egitto e degli antichi greci. Dunque esiste la storia scolastica, ma esiste anche la Storia che è molto bella ed interessante da studiare, apprendendola anche fuori dagli ambienti scolastici. La Storia del Regno delle Due Sicilie è una di queste storie importanti.

D) Nel tuo libro ci sono ricordi, anche personali, sulla figura di don Massimo Cuofano, dunque la tua attenzione verso di lui scaturisce dalla credibilità umana che egli aveva come sincero spirito identitario oppure da un interesse culturale verso i suoi studi?

R) Certamente entrambe, ma a prevalere è il mio interesse verso i suoi studi nei quali rilevo una metodologia originale. Don Massimo Cuofano è stato un uomo di fede autentica; i suoi studi consistono in ricerche di verità storiche alla luce della Verità di fede. Egli analizza i documenti non già per costruire una tesi storica, bensì per constatare che la verità, nota in forza di valori superiori, trova riscontro in “miracolose” manifestazioni quali, appunto, i documenti storici che emergono nonostante le difficoltà. Altre manifestazioni di autenticità di quella pura verità in don Cuofano sono i raduni duosicilianisti, l’impegno degli attivisti, l’entusiasmo dei giovani, la preghiera rivolta agli eroi che hanno donato la loro vita quale seme fecondo per la rifioritura del Sud.

D) Il meridionalismo oggi, a tuo avviso, deve occuparsi di politica?

R) Sì, il meridionalismo deve occuparsi di politica, ma prima occorre l’azione culturale per capire che cosa significa meridionalismo. Tutti i partiti sono meridionalisti quando vengono a chiedere i voti al Sud, anche la Lega Nord è meridionalista. Non basta essere sinceramente meridionalisti, occorre la consapevolezza che il meridionalismo deve avere una connotazione chiara, forte: borbonica. Il meridionalismo o è autenticamente identitario o non è; il meridionalismo o è distintamente borbonico oppure è come quello dei partiti italiani.

D) Sei socio fondatore di comitati Due Sicilie. Da quando è stato fondato questo movimento (2007) ad oggi, come pensi si sia evoluto il meridionalismo duosiciliano?

R) Il meridionalismo duosiciliano anni fa era un’idea, oggi è sempre più una concretezza che spero si espanda alla conoscenza delle popolazioni del Sud.

D) Riassumi con 3 parole la tua esperienza di questi anni in Comitati.

R) La mia esperienza nei Comitati è stata accompagnata da una personale maturazione culturale, da un arricchimento di amicizie straordinarie, dalla costatazione che la pluralità dei Comitati nelle diverse regioni abbia inciso nella società, destando voglia di riscatto: l’auspicato riscatto del Sud.

D) Nel tuo libro Meccanica Apocalittica, proponi una filosofia della tecnica, il sapere scientifico reinterpretato in una visione etica e persino religiosa. Per analogia si potrebbe dire che hai seguito le orme di don massimo, il quale ha decifrato il percorso storico duosiciliano, particolarmente in riferimento alla figura di Francesco II, secondo metriche teologiche?

R) Sì, è proprio così. Nel mio libro “Meccanica Apocalittica” mi sono esercitato ad applicare la metodologia di ricerca di don Massimo Cuofano. Egli affrontava la scienza storica con una visione dettatagli dalla fede: una Verità superiore, divina, certifica la verità storica. Nel mio libro di Meccanica ho provato ad affermare le verità meccaniche con riferimento a Verità bibliche, superiori. Nel mio libro la Meccanica non è un ramo della conoscenza parallelo alla Matematica, è (nelle mie intenzioni) parallelo alla Teologia.

D) Questa frammentazione corpuscolare del mondo meridionalista, in tanti, troppi, movimenti gruppi e partitini, a tuo parere, indica un accresciuto interesse verso le tematiche identitarie oppure una mancanza di coesione tra tutti noi duosiciliani?

R) La frammentazione è un elemento negativo per lo sviluppo del pensiero e dell’azione meridionalista. Occorre passare da un interesse che di anno in anno si accresce, ad un pensiero strutturato e ad un’azione mirata agli obiettivi fondamentali. I Comitati delle Due Sicilie, ai quali orgogliosamente aderisco sin dalla fondazione, contribuiscono a quella scuola di pensiero che vede nella pluralità dei comitati territoriali, una ricchezza e non un elemento di divisione e frammentazione. Il percorso che si apre davanti a noi è ancora, dopo tredici anni, quello contenuto dello Statuto dei Comitati delle Due Sicilie.

La Calabria può ripartire solo dalla sua vera identità

bellotti

Mario Bellotti 

La Calabria può ripartire solo dalla sua vera identità

Mario Bellotti

Milano 20 gennaio 2020

“La Calabria è la più meravigliosa e drammatica parte della macroregione più straordinaria e disarmante d’Europa: troppo complicata per gli italiani”

Pubblichiamo di seguito una nota del dott. Mario Bellotti, Responsabile Nazionale per i Comitati Due Sicilie  Nord Italia, in merito alla prossima tornata elettorale regionale in Calabria. Continua a leggere

Don Luciano Rotolo a Molfetta per presentare il suo ultimo libro

cds a molfetta

Don Luciano Rotolo a Molfetta per presentare il suo ultimo libro

di Cosimo de Gioia

Molfetta 18 gennaio 2020

Presentazione a cura di Gianfranco Del Re, referente regionale CDS Puglia

Si è svolta a Molfetta presso la Sala Consiliare del Comune, una interessante conferenza di Don Luciano Rotolo sulla figura dell’ultimo re dell’antico Regno delle Due Sicilie, Francesco II.

Il ‘tour’ di conferenze di quest’anno per Don Luciano è molto impegnativo per i numerosi inviti che sta ricevendo in occasione dell’uscita dell’ultimo suo lavoro storico-letterario “Francesco II di Borbone-Due Sicilie, un re da condannare o da riscoprire?” edizioni Vivere In. Continua a leggere

Intervista a Mario Bellotti in occasione dell’uscita del suo libro : “Il senso di una storia”

articolo bellotti

Intervista per il giornale Roma a Mario Bellotti in occasione dell’uscita del suo libro : “Il senso di una storia”

di Fiore Marro

Caserta 16 gennaio 2020

“ Al nord si riscontra la più completa indifferenza, se non addirittura fastidio ed insofferenza. “

Mario Bellotti, classe 1975, è un ingegnere elettronico, attivo nell’impegno identitario duosiciliano, socio fondatore dei Comitati Due Sicilie, dagli ampi interessi culturali, che spaziano dalla storia alla musica, è un “figlio del Vesuvio” per stirpe e per nascita, però si è formato in Liguria e poi a Milano, ed è il responsabile per l’area nord di CDS e una delle “voci canore” del complesso Real Cappella Napolitana.

Ha scritto per il gruppo Albatros il saggio: “Il senso di una storia”. Continua a leggere

Intervista a Del Gaudio : “… Io Sindaco, due anni da camorrista senza ( sapere di esserlo) “

del gaudio

“ GUAI A CHI CI CAPITA …” Il libro denuncia di Pio Del Gaudio

Intervista a Del Gaudio : “… Io Sindaco, due anni da camorrista senza ( sapere di ) esserlo “

di Fiore Marro

Caserta 20 dicembre 2019

Pio Del Gaudio ha 52 anni, è dottore Commercialista , Revisore dei Conti  e  Pubblicista iscritto all’Ordine dei Giornalisti, oltre a condurre varie trasmissioni televisive e radiofoniche.

Sposato con due figli, ci dice, con orgoglio:  “Mio figlio Angelo che studia Medicina a Milano e mia figlia iscritta al  5° anno del Liceo classico. Mia moglie e biologa. Nella mia famiglia ci sono  esponenti della Polizia, dei Carabinieri, Magistrati “. Continua a leggere

Intervista per il Roma a Salvatore Ronghi: Futuro? Più che al mio “io” sono interessato al futuro dei nostri figli.

intervista a ronghi

Intervista per il Roma a Salvatore Ronghi: Futuro? Più che al mio “io” sono interessato al futuro dei nostri figli. 

Di Fiore Marro

Caserta 14 novembre 2019

Salvatore Ronghi nato a Napoli,   dove vive,  ha dedicato la propria vita, prima come sindacalista e poi come politico, alle problematiche meridionali. L’identità territoriale, il lavoro, lo sviluppo economico e sociale sono stati i temi che lo hanno visto protagonista prima nella CISNAL, poi diventata Ugl, e, poi, in Alleanza Nazionale. A seguito dello scioglimento di AN, non aderì al  costituente  Popolo della Libertà ma preferì  sostenere Movimenti territoriali meridionali fino alla costituzione di “Sud Protagonista”. Continua a leggere

DATECI LE MERCI PRENDETEVI I MIGRANTI…

tabella unità di italia 443 milioni

Le Due Sicilie noi ….

DATECI LE MERCI PRENDETEVI I MIGRANTI…

Di Fiore Marro

Caserta 11 novembre 2019

I nostri territori, dopo essere stati usati come bancomat a tempo pieno nelle mani di un ricco potere, concentrato prevalentemente nel nord italico (soprattutto nel triangolo Torino-Milano-Genova), hanno visto sublimato il loro stato di colonia interna. Continua a leggere

La Chanson d’Aspremont

70389154_591948204879645_4136098779298267136_ndi Cosimo de Gioia

Bari, 7 novembre 2019

Presso la biblioteca della scuola media Pascoli di Molfetta (Bari), si è svolta una interessante conferenza sulle “Chanson de Geste”, i poemi epici che cantano le gesta di Carlo Magno e dei valorosi paladini della sua corte.

L’evento, promosso dal dirigente Sabino Lafasciano e dalle docenti di Lettere Maria Bonvino e Antonella Tatulli, ha visto la partecipazione interessata degli alunni delle classi seconde delle sezioni A e D.

La dotta conversazione è stata tenuta dalla scrittrice Antonella Musitano, presentata da Cosimo de Gioia, padre di un’alunna della scuola.

L’iniziativa culturale trae spunto dall’uscita dell’ultimo libro della professoressa Musitano dal titolo “La Chanson d’Aspremont” che riscopre e analizza un’importante “chanson de geste” del secolo XII, studiata nelle università di tutta Europa ma ignorata nel nostro Paese.

Antonella Musitano, calabrese ma residente a Santo Spirito (Bari), è un’autrice apprezzata e premiata per le sue ricerche meridionaliste.

Nel 2011 pubblicò “Il Sud prima dell’Unità d’Italia tra storia e microstoria – 1848: Massoni e Carbonari a Santo Spirito”, Levante Editore, scritto con Adele Pulice.

Nello stesso anno per Capone Editore curò l’opera “Il brigante gentiluomo, Nicola Morra, il Robin Hood del Sud” di Pasquale Ardito.

Nel 2013 ha pubblicato il saggio storico “Sud, tutta un’altra storia – Platì 1861: un caso emblematico di brigantaggio”, editore Laruffa di Reggio Calabria.

Dopo aver curato raccolte di poesie in vernacolo calabrese ed eseguito ricerche d’archivio per ricostruire la storia della brigantessa Druda, la professoressa Musitano si è dedicata allo studio de “La Chanson d’Aspremont”.

Con l’editore Laruffa ne ha pubblicato il libro evidenziando “Il mito, la storia, la fede per la salvezza dell’Europa”.

Sfogliandolo ci si accorge della complessità di questo studio, iniziando ad osservare che il testo della Chanson è il lingua romanza: l’antico francese d’oil.

L’Autrice ne ha estratto le vicende e i significati narrati, argomentandoli in chiave storica e letteraria.

«Sull’Aspromonte si gioca il destino dell’Europa cristiana, sull’Aspromonte l’orifiamma dell’Europa cristiana riuscirà ad abbattere il vessillo col dragone del nemico saraceno. Il quadro storico di riferimento della Chanson, che vede i normanni protagonisti, è quello dei fermenti che agitano il panorama europeo del XII secolo. All’epoca si stava preparando la terza crociata, la “Crociata dei re”, e una Chanson de Geste, come La Chanson d’Aspremont, era necessaria per rinnovare gli ideali della guerra santa, che erano stati della Chanson de Roland, ma anche per riaffermare simboli, valori e cultura dell’identità europea nel più ampio quadro del Mediterraneo».

Lo studio di Antonella Musitano riflette su elementi di particolare attualità: «Anche oggi il Mediterraneo è inquieto, anche oggi l’Europa è alla ricerca della sua identità, anche oggi l’Europa ha bisogno di unità, soprattutto unità dei popoli europei».

Il ruolo del Meridione d’Italia emerge determinante nella letteratura dei cicli cavallereschi, nella storia e nell’attualità, visti gli importanti fondamenti che la Storiografia e le Lettere ci restituiscono.

Diventa doveroso ringraziare Antonella Musitano e in generale l’impegno di tutti quei ricercatori capaci e disinteressati che non di rado suppliscono all’assenza di enti universitari, ormai sempre più privi di istituti per lo studio delle lingue romanze.

“Il tagliatore di teste” della Whirpool come un novello “Conte Ugolino” nato per sbaglio nelle Due Sicilie

whirlpool

“Il tagliatore di teste” della Whirpool come un novello “Conte Ugolino” nato per sbaglio nelle Due Sicilie

Suscita rabbia e compassione insieme, questo ragazzo pescarese sradicato, cinico e quasi ipnotizzato.

Di Fiore Marro

Caserta 18 ottobre 2019

È poco più che un ragazzo l’Amministratore Delegato più spietato nella cronaca di questi giorni, ha soli 43 anni.

Ha avuto la promozione ad inizio 2019, dopo alcuni anni di servizio presso la multinazionale Whirlpool, e scommettiamo che alla firma del nuovo incarico prestigioso e profumatamente retribuito gli è stato subito ben chiarito il suo primo obiettivo: chiudere il sito produttivo di Napoli, di cui era stato Direttore, e liberarsi del costo aziendale di quei 300 dipendenti. Continua a leggere