BRIGANTAGGIO FRAGNETELLESE


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BRIGANTAGGIO FRAGNETELLESE

di Erminio de Biase 

Napoli 22 agosto 2016

Il verde di queste campagne circostanti, il sangue di chi, in esse, fu barbaramente trucidato dai bersaglieri piemontesi nell’agosto del 1861 ed il pallore dei volti degli scampati a quei massacri, sublimano qui, emblematicamente, il tricolore italiano. Continua a leggere

Pensieri e parole

thumbnail_IMG_8498Napoli 17 agosto 2016

‘A cammisa ca nun vo’ sta’ cu tico,

pigliala e stracciala!

PROVERBIO NAPOLETANO

 

Sta per cominciare un altro campionato di calcio ed è inutile nascondersi dietro un dito: il tradimento del numero 9 del Napoli ci ha feriti tutti, è stato un pugno allo stomaco. Il problema, però, non sta nel trasferimento ad altra squadra, cosa normalissima nel mondo del calcio, ma per come è avvenuto: per dirla con Dante, il modo ancor m’offende. Continua a leggere

Riflessione sugli eroi italiani

nello esposito

Nello Esposito 

Riflessione sugli eroi italiani

Dopo la grande guerra, al municipio del mio paese arrivo’ un invito da Roma a partecipare economicamente alla realizzazione dell’altare della patria. L’allora amministrazione rispose che aveva gia’ contribuito a commemorare gli eroi della grande guerra con la realizzazione nella piazza principale di un monumento ai caduti.

All’epoca furono tanti i paesi che parteciparono alla realizzazione dell’orrendo (architettonicamente) altare della patria romano, ed altrettanti realizzarono monumenti dove seppellirono le spoglie mortali di soldati morti in nome di una bandiera, una bandiera giovane,quella italiana.

Le conseguenze sono oggi visibili in molte piazze dei comuni di tutta la penisola, parallelepipedi marmorei di fascista architettura;

ad affiancare e quasi a gareggiare in una ipotetica competizione per la piu’ brutta rappresentazione dell’architettura manumentale metropolitana, si possono ammirare migliaia di statue degli eroi del risorgimento, garibaldi, mazzini, cavour…il conte, o anche delle iconografiche rappresentazioni dell’unita’ d’italia.

Ma come e’ possibile che per un evento, durato pochi anni, che ha segnato le sorti di ventuno regioni, ottomilanovantadue comuni, e milioni di persone commemoriamo pochi eroi e neanche un morto? Possibile che per avere i primi morti eroi nazionali dobbiamo aspettare la grande guerra del 1915?

Molte trasmissioni televisive di carattere turistico, mostrano i risorgimentali luoghi decantandone la maestosita’, la bellezza, la purezza dell’aria, narrando e romanzando con particolare maestria la storia che quei luoghi hanno vissuto dal 1860 al 1863… tanta precisione e neanche un morto.

Tre anni di guerra, che hanno modificato la geografia e la vita di popoli, e gli italiani ricordano solo i luoghi dove garibaldi si e’ fermato a mangiare, a dormire o finanche a pisciare, e neanche un morto da rigraziare per questa splendida impresa storica, e non parlo dei duosiciliani, briganti o soldati borbonici, ma di almeno uno dei mille, un piemontese, un’anima italiana morta per mano borbonica.

La verita’ e’ scritta nella paura che l’italia ha della propria storia e nella scarsa fiducia nel senso patriottico degli italiani.

Ricordare una battaglia, un morto, un eroe di una guerra accenderebbe la curiosita’ e la voglia di sapere di un popolo che ha voglia di riscoprire la propria storia, l’italia ha preferito creare delle icone di eroi per sostituire dei mercenari, ha esaltato i luoghi dimenticando chi ci e’ morto, ha messo in scena un romanzo che ha fatto dimenticare la sofferenza dei propri antenati.

Non meravigliatevi se vi sequestrano una sciarpa allo stadio, chi ci governa ha talmente paura del nostro senso di patria da non piangere neanche chi e’ morto per far si che lui sia al potere.

Nello Esposito

Referente CDS Zona Stabiese.

 

A Bannera cu e Gigli

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A Bannera con i Gigli

Di Lucia di Mauro

Napoli  8 settembre 2015

Conoscete Aniello? Io si. Tutte le mattine, a passo veloce, gira l’angolo della “nostra” strada, per aprire il suo piccolo bazar: detersivi, make up e collant per donne. La mattina scorre lenta tra clienti un po’ invadenti e la polvere degli scaffali. Come d’abitudine, qui al sud, i negozi chiudono nel primo pomeriggio e poi a casa. Rosa cucina bene e il pranzetto quotidiano è sempre una piacevole sorpresa per Aniello, ormai da più di quarant’anni. Lui non ha mai smesso di volere bene a Rosa. Soltanto una volta, per qualche tempo, venne al negozio una signora, alta e con il seno in su. Aniello qualche pensiero cattivo lo fece, in verità, ma Rosa era così triste e lui non ci pensò più. Continua a leggere

RESTARE IN SICILIA.

castellana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giovanni Castellana al centro della foto, in sua compagnia Salvatore Cabibbo e altri “resistenti” siciliani.

 

Riportiamo una nota che è giunta in redazione, a firma di un giovane e valente Compatriota siciliano.

Palermo 6 Settembre 2015

Profetiche e terribili sono queste parole… sono solo un semplice giovane abitante dell’isola più grande del Mediterraneo… Continua a leggere

Cammino e sono in mezzo ad una strada di Torino nel 1960

fenestrelle cronaca

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cammino e sono in mezzo ad una strada di Torino nel 1960

di Lucia Di Mauro

Napoli 24 giugno 2015

Scorgo questo articolo sulla pagina di CDS, valuto la sua lunghezza, controllo il nome dell’autore, visualizzo la data di composizione. E’ datato qualche anno addietro e non so se perderci tempo e fatica visiva al computer, inoltrandomi nella lettura.
Si scrive di Fenestrelle. Bene, conosco già abbastanza il tema, posso abbandonarne la lettura. Continua a leggere

Non siamo Sud, non siamo Meridione, siamo le DueSicilie e siamo una Nazione

carlangelo
Roma, 25/01/2015 (Carlangelo Scillama Chiarandà)
Ma cosa significa Nazione ?
“insieme di genti legate da comunanza di tradizioni storiche, lingua, costumi ed aventi coscienza di tali comuni vincoli”
In una Nazione trovano quindi posto diverse sensibilità, diversi progetti, diverse interpretazioni di Continua a leggere