Intervista per il giornale Roma a Marco Esposito autore di Separiamoci

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Giornale Roma giovedì 19 luglio 2018

 

Intervista per il giornale Roma a Marco Esposito autore di Separiamoci

Di Fiore Marro

Caserta 20 luglio 2018

Marco Esposito, 55 anni, giornalista napoletano che, dopo aver lavorato a Milano (tra l’altro alla Voce di Indro Montanelli) e a Roma (al Messaggero e a Repubblica) dal 2000 è tornato nella sua città accettando l’offerta del Mattino. Marco svolge da sempre un’attività giornalistica di denuncia delle storture del federalismo fiscale e ha avuto una parentesi di attività politica tra il 2010 e il 2015 Continua a leggere

Intervista per il Roma a Francesco Vaccaro e la sua Stella di Scampia.

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Intervista per il Roma a Francesco Vaccaro e la sua Stella di Scampia.

Di Fiore Marro

Caserta 14 giugno 2018

Ho avuto modo, durante un corso di lingua napoletana (una bellissima intuizione di Davide Brandi), di fare la conoscenza del professore Francesco Vaccaro, cultore della lingua napoletana e di tutto ciò che riguarda la storia del sud italico. Il libro di cui tratta la mia intervista è “La Stella di Scampia” edito nel 2012, una risposta alla negatività di Gomorra . Nato a Napoli nel 1941, dove ha conseguito la Laurea in Economia e Commercio presso l’Università di Napoli, iscritto all’albo dei Dottori Commercialisti di Napoli, del quale tuttora fa parte come Consigliere del Senato, dal 1997 fa funzione di Giudice, Continua a leggere

“Q.M. – Questione Meridionale”, il progetto editoriale identitario

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“Q.M. – Questione Meridionale”, il progetto editoriale identitario

Di Fiore Marro

Caserta 31 maggio 2018

C’è stato un appello dell’amico Rino Genovese, che esortava a seguire e soprattutto leggere un libro importantissimo, per chi vuole sapere di più, sulla Questione Meridionale, dopo che anche il vostro bravo cronista ha letto l’ottima pubblicazione della Giammarino Editore, raccolgo immodestamente, il testimone, dell’invito lanciato da Genovese e sollecito gli amici che mi leggono dalle pagine di Belvederenews, e chiedono come fare per leggere “Q.M. – Questione Meridionale”, di cercare la nuova pubblicazione di approfondimento trimestrale che ha sostituito Il Brigante Magazine. Continua a leggere

11 maggio 1860: Garibaldi e i Mille sbarcano a Marsala

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11 maggio 1860: Garibaldi e i Mille sbarcano a Marsala

11 maggio 2018

https://quibrianzanews.com/

Ferdinando Carlo Maria di Borbone, per tutti Ferdinando II, diceva una sacrosanta verità. il suo Regno delle due Sicilie era difeso dall’acqua salata e dall’acqua benedetta. Ovvero dal mare e, nella sua parte settentrionale, dalla presenza dello Stato Pontificio in quel momento protetto dalla Francia. Suo figlio Francesco II, suo successore al trono, non poteva immaginare che l’11 maggio 1860, Giuseppe Garibaldi potesse sbarcare con i Mille a Marsala. Continua a leggere

La minestra è maritata.

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Intervista a Gennaro  Avano, autore del libro : La minestra è maritata.

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Di Fiore Marro

Caserta  11 maggio 2018

Gennaro Avano  classe1971, napoletano, insegna al Liceo Artistico Statale di Fermo e ha ricoperto la funzione di referente per le didattiche speciali per gli alunni in situazione di handicap per un decennio. Attualmente riveste l’incarico di amministratore per il comune di Montefiore dell’Aso (AP) ove risiede dal 2005. Artista visivo e musicista, dagli anni Novanta è stato sperimentatore e animatore di numerosi sodalizi artistici e culturali, tra i quali annovera con orgoglio essere stato trai i primi firmatari dei Comitati Due Sicilie, con i quali continua a collaborare. Ha esposto e si è esibito in numerose mostre e performance audiovisive in Italia e all’estero; come saggista e recensore d’arte ha curato i testi di vari cataloghi, tra cui La rete (2011) e La sensibilità della forma (2013) del Maestro Ciro Maddaluno, patrocinato dai Comuni di Fermo, Porto Sant’Elpidio, Monte Vidon Corrado e Provincia di Fermo; e cofirmatario del catalogo La storia muta (2017) di Claudio Cuomo, per la mostra di Palazzo Coveri a Firenze. Da anni impegnato in una ricerca sulla cultura meridionale e sugli sviluppi dei fenomeni artistici nel Meridione ha pubblicato Tracce per una storia delle arti duosiciliane (Vozza 2006) e La minestra è maritata, ritratto storico della gastronomia meridionale (Effepi Libri 2016) che vanta la prefazione di Alfonso Iaccarino. Ed è il libro di cui parliamo. Continua a leggere

SUD 34 per un’equità Sud/Nord che aspettiamo da oltre 150 anni

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SUD 34 per un’equità Sud/Nord che aspettiamo da oltre 150 anni

Di Fiore Marro

Caserta 1 febbraio 2018

Da due mesi sui social e sul web sta girando una petizione da firmare su change.org  (“Sud 34”).

La pagina indica : “Nelle Regioni del Mezzogiorno vive il 34% della popolazione italiana, a cui va, però, solo il 28% della spesa pubblica, inclusi i fondi europei che dovrebbero essere aggiuntivi; per voci decisive per lo sviluppo sociale, economico, turistico, come gli investimenti ferroviari, anche meno del 20%. E questo dura da un secolo e mezzo. Ma, ancora oggi, lo Stato spende 4.350 euro in meno per ogni meridionale; 85 miliardi in meno all’anno; 850 miliardi in meno negli ultimi dieci anni. Per l’assistenza alle famiglie, quasi 400 euro pro capite a Trieste, meno di 10 a Vibo Valentia. Continua a leggere

“Matilde Serao, ‘a Signora” l’ottavo volume della Collana “Italiane”

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Intervista a Nadia Verdile – sul suo ultimo lavoro letterario

“Matilde Serao, ‘a Signora” l’ottavo volume della Collana “Italiane”

 di Fiore Marro

Caserta 26 gennaio 2018

Nadia Verdile, la Prof per eccellenza, come viene indicata dalle allieve e dagli allievi del Liceo Artistico “San Leucio” di Caserta, ho avuto modo di conoscerla in una serata casertana, presso il Circolo Sociale, in occasione della presentazione del libro dedicato a Michele Pezza (Fra’ Diavolo) a opera di una sua discendete, Maria Alba Pezza; era il 23 settembre 2006 e capii al primo impatto di trovarmi dinnanzi a una persona speciale, Continua a leggere

Un caffè con l’autore:Intervista a Pasquale Pollio per il Roma

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Un caffè con l’autore:Intervista a Pasquale Pollio per il giornale Roma

Di Fiore Marro

Caserta 30 novembre 2017

Pasquale Pollio nato a Napoli il 4 febbraio 1964, da sempre interessato alla politica ed ai problemi sociali. Nel 2006 per la prima volta si candida alle elezioni comunali a Napoli nella lista civica “Noi con Malvano”.Nel 2007 insieme all’editore Giuseppe Vozza, il compianto Nicola D’Auria, Fiore Marro e il commercialista Pietro Matrisciano, fonda i Comitati delle Due Sicilie, unico napoletano del gruppo, è stato proprio attraverso la militanza CDS promotore di numerose iniziative sportive e culturali, soprattutto organizza la Nazionale delle Due Sicilie. Autonomista convinto, Continua a leggere

Fiore Marro Intervista Antonio Ciano per il giornale Roma

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Intervista a Antonio Ciano per il Roma

di Fiore Marro

Caserta 15 settembre 2017

Antonio Ciano da Gaeta, città che fu ultimo baluardo della resistenza borbonica e che ha restituito, con Ciano, una nuova voglia di resistenza identitaria, già da quel lontano 1995 quando il Capitano di Lungo Corso gaetano, pubblicò, grazie all’impegno del compianto  Lucio Barone, “I Savoia e il massacro del Sud”, Continua a leggere

Francesco Traversa, eroico generale bitontino caduto a Gaeta

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Francesco Traversa, eroico generale bitontino caduto a Gaeta

Bitonto giovedìi?? 03 agosto 2017
di Marino Pagano

Tempo di roventi polemiche, temiamo non solo estive, tra Consiglio regionale della Puglia e alcuni storici dell’ateneo barese in merito ad una recente deliberazione dell’assise di via Capruzzi che ha indicato nel 13 febbraio la giornata istituita al ricordo delle vittime meridionali durante il difficile percorso che portA? all’UnitAi?? d’Italia.

Un periodo, quello risorgimentale, soprattutto con riferimento alla parte conclusiva dello spinoso percorso di unificazione del Paese, che ancora oggi innesca vivo dibattito. Questo, se da una parte non A?, per ovvie ragioni, positivo, dall’altra indica perA? l’alto tasso di attualitAi?? di un determinato discorso storico.
Un fenomeno che accade quando, a torto o a ragione, si intravede in un preciso passato le negative scaturigini di problemi che evidentemente non trovano ancora soluzioni. Accade cosAi?? sull’UnitAi?? d’Italia, da molti meridionali e meridionalisti vista come la clava originante alcuni dei ritardi economici e sociali del Sud. In quest’ottica s’inserisce la deliberazione dell’assemblea regionale. Parte dei docenti impegnati nella ricerca storica stanno invece esprimendo agitata posizione contraria. La data scelta dal consiglio A? il 13 febbraio, giorno in cui nel 1861 cadeva Gaeta, ultima roccaforte borbonica, con Messina e Civitella del Tronto, a cedere, dopo strenua resistenza durata poco piA? di 100 giorni, ai cannoni di Enrico Cialdini, ancora oggi scandalosamente presente nella toponomastica di moltissime cittAi?? italiane, efferato e truce esempio di politica militare assolutamente sorda rispetto alle reali esigenze delle popolazioni meridionali e appunto impegnato in quel frangente a garantire l’acquisizione all’istituendo regno d’Italia della fortezza gaetana.

Targa in memoria di Traversa Ai?? BitontoLive.it

Francesco Traversa a Gaeta
In quel momento un bitontino, uno dei figli piA? illustri della storia della nostra cittAi??, un nome che altri contesti civici avrebbero probabilmente elevato con orgoglio a emblema e gemma del proprio tracciato comunitario, rese il suo estremo tributo.
Ci riferiamo al generale Francesco Gaetano Traversa. Degna invece di nota in suo ricordo, su di una piccolissima arteria cittadina, un’iscrizione in memoria, collocata nel 1998.
Vediamo ora di sintetizzare il suo profilo e capire perchAi??, per la sua personalitAi??, puA? ben parlarsi di una vita all’insegna della probitAi?? piA? irreprensibile, se non del pieno eroismo, qualitAi?? del resto a lui giAi?? riconosciute da vasta produzione bibliografica.
Cercheremo comunque di spiegare le ragioni intrinseche di queste oggettive qualitAi??, su cui sarAi?? sempre importante far luce in sede di ricerca storica e nella necessaria individuazione dei migliori cittadini della storia di Bitonto.

Traversa, vita e carriera
Francesco Traversa nacque a Bitonto il 3 luglio del 1786 da Giovan Battista e Cherubina Damiani. Entrato giAi?? a 18 anni nella Reale Accademia Militare della Nunziatella, A? poi promosso a 2Ai?? tenente del Corpo del Genio.
Esce dalla Nunziatella il 4 aprile 1808.
Da qui una lunga e prestigiosa carriera, destinato alla sotto direzione di Napoli e poi delle piazze di Salerno, Lagonegro, San Lorenzo la Padula e Palinuro. Traversa sarAi?? impegnato durante le avventure francesi nel Regno di Napoli, per tutelare le terre del Sud da quello che non poteva che esser visto come invasore. Nel 1812, in altri passaggi, fu fatto prigioniero a Ponza (dove tentA? di ammodernare le difese del luogo, cosAi?? come giAi?? a Capri) dagli inglesi e condotto a Malta. CombattAi?? poi Gioacchino Murat e, tornato il Regno ai Borbone, ecco la sua scalata.
Fu addetto, fino agli anni 30 dell’800, alla stima e misurazione dei lavori, e poi alla tutela, del tempio votivo in onore di san Francesco di Paola, nella grande area che decenni dopo diverrAi?? nota come piazza del Plebiscito (i plebisciti farsa di annessione, magari ne parleremo una prossima volta). Un luogo di fede assai simbolico per casa Borbone.
Vedremo poi Traversa a Monteleone (attuale Vibo Valentia), Barletta, Siracusa, Reggio Calabria e Gaeta (territorio che poi conoscerAi?? bene e rincontrerAi?? ) e Pescara.
Non si contano i titoli conseguiti e le cariche accumulate negli anni. Nel 1841, ecco la promozione a tenente colonnello e la nomina a sotto ispettore dell’Arma del Genio. Fu poi anche maresciallo di campo.
Traversa a difesa di Gaeta: il suo ruolo, la sua morte
Tutti questi alti momenti professionali gli valsero unanime e convinta attestazione di capacitAi?? e autorevolezza.
Davvero tanta la stima accumulata sul campo. CosAi??, all’etAi?? non trascurabile di 74 anni, l’8 ottobre del 1860, A? promosso tenente generale. Per la precisione, diventa direttore generale dell’Arma del Genio. Una sorta di riconoscimento da parte del monarca Francesco II e dei vertici militari della Corona.
Traversa A? chiamato direttamente a Gaeta, a dirigere, insieme ad altri colleghi, l’ultima difesa della cittAi??.
Il bitontino trovA? un organico particolarmente ridotto, a causa delle numerose diserzioni. Una lo colpAi?? amaramente: quella di suo figlio Luigi.
Il suo apporto fu per molto tempo grande ed energico. Considerata la carica ricevuta, si occupA? soprattutto di allestire e salvaguardare le sussistenze per i militari. Era addetto anche ad operare presso situazioni dove occorrevano lavori di emergenza a seguito di bombardamenti “italiani” particolarmente incisivi e violenti. A sua cura il ripristino delle batterie (fondamentali unitAi?? dell’artiglieria) in loco. E fu proprio durante un accertamento in tal senso che il generale trovA? morte.
Era stata colpita la batteria Cappelletti e Traversa vi si era recato per ordinare al colonnello Paolo de Sangro le disposizioni utili allo sgombero immediato delle macerie dopo la rottura della breccia. Era il 5 febbraio del 1861.
Il 13, appunto, arriverAi?? la capitolazione di Gaeta: 17 gli ufficiali morti borbonici, 826 perdite in tutto per le Due Sicilie e solo 50 tra Regno di Sardegna ed ex ufficiali dell’esercito napoletano.
Gli effetti della deflagrazione di alcuni depositi di munizioni, vicini proprio alla batteria che il generale stava visitando, coinvolsero tragicamente l’anziano e valoroso Traversa, seppellito sotto mille pietre e materiale di tutti i tipi.
MorAi?? con lui anche il de Sangro. Acquisiamo queste notizie da alcune pubblicazioni, tra le quali A? doveroso citare la piccola monografia “Il tenente generale Francesco Traversa dalla Nunziatella a Gaeta”, a firma di Giuseppe Catenacci e del compianto Roberto Maria Selvaggi, edito nel 1998 (edizioni Associazione nazionale ex allievi Nunziatella di Gaeta). Ci vorrAi?? un giorno per recuperare il suo corpo, provato e sfigurato. Il sovrano Francesco II, si lesse subito, rimase “altamente commosso” alla triste notizia. Una morte che senza retorica, ripetiamo, non esitiamo a definire eroica, quantomeno perchAi?? fino all’ultimo, e fino al martirio-testimonianza, Traversa fu fedele alla sua patria. E la sua patria era il Regno della Due Sicilie. Era il piA? anziano tra gli ufficiali a Gaeta.

Bitonto vanta allora questa nobile figura. Non siamo stati solo la cittAi?? del grandissimo e ispirato Vincenzo Rogadeo o dei preti liberali o dei “patrioti” risorgimentali o, ancora, dei protagonisti direttamente a Napoli del clima che poi portA? alla caduta del Regno (si pensi a Giuseppe Scivittaro). Bitonto, ampliando il discorso, A? anche la terra dove il Borbone ha sconfitto gli austriaci e conquistato il Sud nel 1734, paese dove poi nascerAi?? l’importante Maria Cristina di Savoia nel 1852, intitolato alla consorte di Ferdinando II, beata per la chiesa cattolica. Oppure, per tornare al 700, la cittAi?? di origine di Antonio Planelli, musicista ed eclettico erudito, estensore materiale dello statuto della Real Seteria di San Leucio, a Caserta, simbolo ed esperimento sociale del periodo per gli storici piA? illuminato della dinastia.
Di Francesco Traversa colpisce il tratto umano. In una lettera destinata agli ufficiali, ai sottufficiali e ai soldati del Genio alle sue dipendenze (missiva che leggiamo grazie al volume “La gloriosa fine di un Regno”, sempre edizioni Allievi Nunziatella, 2011, a firma ancora di Catenacci e di Francesco Maurizio Di Giovine), ben consapevole delle difficoltAi?? e forse anche della china che il conflitto a Gaeta avrebbe presto preso, si dichiarA? giAi?? fiero dei suoi ragazzi: “(…) ed io, che starA? sempre con voi per dirigere ed agevolare i vostri sforzi, sarA? fortunato ed orgoglioso di poter dire che erano miei dipendenti gli ufficiali, sottufficiali e soldati del Genio di Gaeta”. Una lettera datata giAi?? 5 novembre 1860. Comunicazioni cosAi??, da parte sua, davvero tante. Con estrema solerzia e sollecitudine il generale si preoccupava, in ogni minimo dettaglio, dei problemi e delle esigenze dei sottoposti. Non mancava un tono quasi paterno (“il vostro vecchio generale vi dice che”…) di sollecitudine e spesso anche di lodi verso l’operato dei soldati o di rimproveri. CosAi?? come costante era la sua ansia attorno alle disponibilitAi??, anche alimentari, dei vari comparti. Fu grazie a lui se l’esercito accampato sul Garigliano e la stessa fortezza ricevettero pane in quantitAi?? durante quei giorni.
Per espressa volontAi?? del re, Traversa, assieme ad altri generali, fu seppellito nel duomo di Gaeta, dove tuttora riposa.
Il suo petto fu ricoperto dalle decorazioni di Francesco I, di prima classe, dell’ordine Piano e della medaglia di Santa Elena.

La fine di un Regno
Intanto, la storia si era compiuta. Francesco II, firmata la resa e persa Gaeta, parte per Roma, dopo che giAi?? aveva lasciato con dolore Napoli. Dopo anni di esilio, anche parigino, morAi?? nel 1894 nell’allora austriaco Trentino, durante un viaggio per cure termali. Visse in condizioni economiche semplici e dignitose, certo non lussuose, del resto l’UnitAi?? aveva depauperato di tutto casa Borbone. Lo stato italiano avrebbe riconosciuto e restituito tutto se solo Francesco avesse formalmente rinunciato ad ogni pretesa di ritorno sul trono. “Il mio onore non A? in vendita”, disse l’ex monarca.
Ai suoi soldati, ricordando il sacrificio di molti (quindi anche del nostro Taversa), poco prima di partire da Gaeta scrisse: “Generali, ufficiali e soldati, vi ringrazio tutti: a tutti stringo la mano con effusione di affetto e riconoscenza. Non vi dico addio ma a rivederci. Conservatemi intatta la vostra lealtAi??, come vi conserverAi?? eternamente la sua gratitudine e la sua affezioni il vostro re”.
Una pagina di storia, durata dal 1734 al 1860-1861, cominciata formalmente proprio a Bitonto, finiva per sempre, con un grande bitontino morto sul campo a difesa del suo re. L’UnitAi?? non si discute, vero. Lo stesso puA? dirsi anche del coraggio del generale Francesco Traversa. Non consegniamolo all’oblio.

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