Le industrie nel regno delle Due Sicilie : Mongiana

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Busto di Ferdinando II forgiato dalla fonderia di Mongiana.

 

Le industrie nel regno delle Due Sicilie : Mongiana

Di Fiore Marro

Caserta 28 novembre 2018

Il regno delle Due Sicilie è stato bollato dagli scrittori prezzolati risorgimentalisti come retrogrado e oscurantista, eppure, mai come in quel periodo, il territorio che oggi viene inteso come Mezzogiorno ha avuto un periodo molto lungo (126 anni) di primati e di scoperte, di iniziative sociali (San Leucio di Caserta) e di organizzazione di lavoro specializzato (Pietrarsa nei pressi di Portici). Continua a leggere

Quel piroscafo sparito nella nebbia “caprese”

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Medaglia commemorativa del traditore Agesilao Milano

 

Quel  piroscafo sparito nella nebbia “caprese”

Storia senza ritegno degli scrittori salariati del risorgimento italiota.

Di Fiore Marro

Caserta 23 novembre 2018

Sono molteplici i misteri e i silenzi riguardo agli eventi del cosiddetto risorgimento (e mantengo la minuscola a indicarne il necessario, oggi più che mai, ridimensionamento storico). Non si sono mai approfondite le vicende abuliche, come per esempio il ferimento di Ferdinando II da parte di un soldato (Agesilao Milano) che stranamente si trovava al servizio di guardia; l’unica certezza fu quella di Garibaldi che entrato a Napoli nel 1860, tra i primi provvedimenti che adotto fu quello di riconoscere un vitalizio mensile di 30 ducati alla madre ed una dote di 2000 ducati alle sorelle di Milano. Continua a leggere

Intervista a Vincenzo Tortorella per il Roma

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Fiore Marro Intervista a Vincenzo Tortorella

Di Fiore Marro

Caserta 8 novembre 2018

“Per quanto un albero possa diventare alto, le sue foglie, cadendo, ritorneranno sempre alle radici.”

Vincenzo Tortorella , uno dei tanti avamposti duosiciliani nel cuore della Padania,  originario di Sicignano degli Alburni per lungo tempo residente a  Battipaglia, vive attualmente a  Isola della Scala (VR). Socio fondatore dei CDS, ha rivestito per lungo tempo la presidenza della Commissione Comunicazioni del movimento Comitati Due Sicilie, oggi è Referente CDS Veneto e per anni è stato il Responsabile area nord del Movimento stesso. Continua a leggere

Cassa Depositi e Prestiti , Fede di Credito nel Regno delle due Sicilie

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Cassa Depositi e Prestiti , Fede di Credito nel Regno delle due Sicilie

Di Fiore Marro

Caserta 26 luglio 2018

La creazione del primo istituto da cui sarebbe derivata la Cassa Depositi e Prestiti risale al Regno delle due Sicilie.

Le intendenze di finanza esistevano nel territorio del Regno delle Due Sicilie sotto la denominazione borbonica e costituivano “Uffici provinciali diretti” comprendenti tutti i servizi dell’Amministrazione finanziaria. Successivamente, essendosi ravvisata la necessità e l’opportunità dell’unificazione legislativa e amministrativa, sorsero le Direzioni compartimentali per alcuni rami del servizio. Continua a leggere

La strage di Bronte dell’Agosto 1860: un monumento per non dimenticare le vergogne di Garibaldi e Nino Bixio

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Foto Salvatore cabibbo.

La strage di Bronte dell’Agosto 1860: un monumento per non dimenticare le vergogne di Garibaldi e Nino Bixio

Di Fiore Marro

Caserta 18 luglio 2018

Nel luogo dove avvenne l’eccidio dei poveri malcapitati cittadini brontesi, colpevoli di avere creduto ingenuamente che davvero si stava facendo l’Italia, nel posto dove è avvenuta la fucilazione, sorge orgogliosamente,  il monumento  voluto dall’amministrazione comunale, con delibera nell’anno 1985, che commissionò l’opera poi  eseguita magistralmente,  da uno scultore di Bronte, Continua a leggere

Il Placito Capuano, comunemente considerato l’atto di nascita dell’ italiano volgare.

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Il Placito Capuano, comunemente considerato l’atto di nascita dell’ italiano volgare.

Di Fiore Marro

Caserta 17 luglio 2018

Ho scoperto la storia del Placito Capuano grazie al mio amico Giovanni Salemi, che volle invitarmi a una conferenza a Capua, una decina di anni orsono, presso il Palazzo Lanza, dove alcune bravissime studiose del periodo in questione, recitavano il testo, in maniera sublime. Continua a leggere

Il Borbone e i rifugiati, una dinastia avanti anni luce

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Il Borbone e i rifugiati, una dinastia avanti anni luce

Di Fiore Marro

Caserta 12 luglio 2018

Re Ferdinando I è passato alla storia come una sorta di incapace, per i più benevoli è il Re Nasone o Re Lazzarone, per chi invece ha fatto del disprezzo la sua ragione sul periodo borbonico, Ferdinando I è “gretto ed ignorante, un uomo dai tratti rustici, curato più nel fisico che nello spirito”, Alessandro Dumas docet. Continua a leggere

A proposito del ponte sospeso in ferro sul Garigliano

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A proposito del ponte sospeso in ferro sul Garigliano

Di Fiore Marro

Caserta 4 luglio 2018

Luigi Giura, lucano di Maschito in provincia di Potenza, nato 14 ottobre 1795 e morto a Napoli, il 1º ottobre 1864, è stato un ingegnere e architetto nel periodo borbonico. Ispettore del Corpo Ponti e Strade del Regno delle Due Sicilie, è noto per la progettazione e realizzazione del ponte Real Ferdinando sul Garigliano, secondo ponte sospeso d’Europa, il primo ponte sospeso a catene di ferro in Italia, a tale proposito c ‘è al riguardo un interessante episodio che merita di essere raccontato, Continua a leggere

L’importanza della toponomastica

di Lucia Di Mauro

Napoli, 30 giugno 2018

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Per le culture antiche attribuire il nome a qualcosa o a qualcuno era simile a scrivere una scheda identificativa, da cui si poteva dedurre storia, significati e persino aspettative di famiglie e comunità.

Una prova dell’importanza che nel passato veniva data all’imposizione di un nome può essere, ad esempio, l’idea, secondo la tradizione ebraica, dell’impossibilità di dare un nome a Dio. Il nome, infatti, nell’antico testamento, indica l’essenza della persona stessa, la sua identità più intima, per tale motivo può imporre il nome ad una persona soltanto colui che la conosce profondamente; ovviamente Dio, essendo il “Totalmente altro”, sfugge alla nostra conoscenza e quindi, non potendo essere definito in alcun modo, deve essere chiamato soltanto come “Colui che è”.

Il nome, dunque, racconta molto degli uomini, ma anche di ogni realtà naturale, geografica, culturale, storica; per questo lo studio della della toponomastica, particolarmente di quella storica, è importantissimo.

La toponomastica è una voce dal passato che trasmette messaggi, ignorarla significa sottovalutare, persino misconoscere l’identità del popolo che abita un determinato luogo.

Così percorrendo con lo sguardo una cartina del meridione italiano, o meglio di quello che fu il glorioso Regno delle due Sicilie, ci si po’ rendere conto del grande e tormentato itinerario storico di quelle terre.

Analizzando, ad esempio, alcune tra le vie “principali, le arterie maggiori di collegamento, della città di Napoli,  si osserva subito come abbiano mutato di nome al cambiare dei tanti nuovi padroni, così via Toledo è diventata via Roma, il Rettifilo prese il nome di Corso Umberto ICorso Vittorio Emanuele in origine si chiamava Corso Maria Teresa e piazza plebiscito “fu la morte ‘e largo do’ palazzo” (Federico Salvatore), ecc.; tuttavia non si può ignorare che  molte altre vie, come via Tribunali, via Duomo, Via Port’Alba, Via Posillipo, Via Ponti Rossi, Via Santa Teresa degli Scalzi, ecc, non hanno cambiato nome. Esistono, in verità, nella città Partenopea dei luoghi che appartengono soltanto alla sua gente e che non prescindono dalla storia ma la assorbono in sé.

Il popolo di Napoli, infatti, sempre dominato, ha saputo rielaborare, fondendole tra loro, le culture con cui è venuto in contatto, trasformandole secondo la sua identità.

Il segreto di Napoli  forse è proprio racchiuso nelle sue due anime una di miseria, l’altra di nobiltà; una che ha nome Neapolis, nuova città, come ce ne sono tante sulla terra, capace di adattarsi al giogo dei nuovi signori del potere, fino a perdere se stessa, e l’altra, Partenope, unica meraviglia al mondo e magica trasformatrice di tutto ciò che le si avvicina per sfiorarla, in se stessa.

(L’importanza della toponomastica)

Il mio nome è Algemondo

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Di Vincenzo Tortorella

“Il mio nome è Algemondo, sono un nobile arimanno di Benevento e sono qui disteso sul mio letto in attesa che la morte venga a raccogliermi.

Ero membro della corte del principe di Benevento Grimoaldo, quarto nella serie fino alla sua morte alla quale ho contribuito in modo eclatante solo pochi anni fa, nell’817 per essere precisi. Continua a leggere